Ci sono due modi per cambiare la nostra vita: uno è cambiare il nostro modo di vivere, la realtà che ci circonda; l'altro è intervenire su quel magico, microscopico, interruttore bioelettrico nascosto nei meandri della nostra mente, che cambia la realtà in un clic.

giovedì 5 aprile 2012

TECNOLOGIA



Prima di continuare, leggere il post "Ritorno alla magia" di Elisa Barindelli, qui:

http://ilvuotonelcontenitore.wordpress.com/2012/04/03/ritorno-alla-magia/?utm_source=feedburner&utm_medium=email&utm_campaign=Feed%3A+IlVuotoNelContenitore+%28Il+vuoto+nel+contenitore%29



Ehmmm... Ho un'idea un po' diversa... molto diversa... completamente diversa... anzi no, è proprio un'altra cosa!!!

La materia in sé è limitata, è una forzatura di una forma energetica in una dimensione più "volgare" e limitata. Questi limiti sono percepibili in ogni aspetto: un corpo che invecchia, che deve fisicamente spostarsi invece di percorrere le distanze come energia, il degrado degli oggetti, la necessità di manutenzione, la necessità di oggetti che ci aiutino ad estendere il nostro corpo limitato e incapace di attendere da solo in modo efficiente ai bisogni naturali.

La tecnologia è lo spazzolino che viene dato al carcerato affinché possa lavarsi i denti, la radio datagli perché si senta meno solo, l'ora d'aria per non farlo morire soffocato, la visita periodica per non farlo morire di solitudine. Ma rimane in prigione. Il suo stesso corpo è limitato. L'estenzione dei suoi sensi, la sua capacità di essere felice, limitata dalla quantità di endorfine che le ghiandole producono, di ricordare, di pensare, dipendenti dalla qaulità delle sue sinapsi neurologiche.

Ci affidiamo a macchine per ampliare le nostre potenzialità. Ma un piccolo errore e il computer si impalla e perdo il mio lavoro; il missile devia dalla traiettoria e colpisce una casa in festa; e mi muovo sempre on line senza sentire il calore di un corpo vicino al mio; parlo con tutti e il tempo passa, alla fine ho passato il mio tempo al PC o al telefono, e la mia vita limitata va via. Perché la tecnologia amplifica tutto ma io non ne colgo i frutti, non riesco a godere molto di più di quando la tecnologia non c'era. Forse vivo di più, forse sono più sano, ma la mia soddisfazione di vivere, oggi, adesso non varia di molto. Forse ieri avevo meno giorni per annoiarmi, e oggi ne ho di più.

Io non voglio guardare la tastiera del pc o il video, non voglio che il mio corpo sia grasso e a riposo, voglio che sia snello e in forma sollevando i pezzi delle auto. Ma ormai queste cose le fanno le macchine e io devo farmi venire le artrosi al tunnel metacarpale col mouse. Non è colpa della tecnologia, è la stessa realtà materiale ad essere limitata. Noi non fatichiamo, ma le donne sono ingobbite lo stesso dalla posizione al PC. Non faticano ma sono gobbe. Mia nonna lavorava tanto, troppo, ma non era gobba, era fiera e muscolosa. L'altra mia nonna ha 101 anni e mezzo, quindi la tecnologia non aggiungerebbe molto neppure a lei.

Ci sono concetti che si trasformano in azione alla velocità della luce, a fine giornata ho fatto mille cose e non ne ricordo neppure una. Sono sfrecciate via. Ieri ho portato giù dei cartoni dal mio ufficio, non spettava a me ma l'ho fatto con piacere, ho dovuto cambiarmi perché ero tutto sudato. Piano piano. Quello lo ricordo. 15 grossi cartoni. Lontano dal video. Sorrido.

Non è colpa della tecnologia, è solo che non è di più, è l'illusione del di più. O meglio è l'accumulo del di più, ma non la sua effettiva capacità di migliorarci, migliorarsi, essere più felici, avere più tempo. Avevo una cosa da fare, non ho potuto: il circuito informatico richiede una serie di step e di autorizzazioni, devo essere autorizzato da qualcuno che si trova in sud-africa e aziona un modulo per fornirmi una password per effettuare un corso on line. Anni fa lo stesso corso veniva realizzato distribuendo un opuscolo e poi rispondendo a cinque domande finali. Si leggeva e si rispondeva al test. Adesso ho passato un'ora in telefonate per comprendere chi deve darmi la password, che scade ogni tot, e domani, speriamo che qualcuno dall'altra parte del mondo mi invii la password.

La tecnologia è veloce, ma basta un 'intoppo in un anello della catena e salta tutta la filiera.

La tecnologia è veloce, e basta una frazione di secondo per scatenare un guerra globale, basta un dito su di un pulsante, basta che la centrale di Fukushima non riceva la manutenzione dovuta, che un operatore si addormenti a Cernobyl o sulla Exxon Valdez, o su un mostro di acciaio e lamiera che porta in giro una gioiosa comitiva di bambini: le macchine non si fermano, lavorano al posto nostro, vanno diritti verso il disastro se il bradipo umano non provvede a fermarle. 

La tecnologia: un mostro onnipotente, controllato da un umano assonnato, stressato, sottopagato, annoiato, distratto, divorziato, abbandonato, deriso, deluso, preoccupato, drogato, amareggiato, disperato.

La tecnologia è veloce, ogni minuto vengono scambiati milioni di titoli nelle borse on line portando i ricchi sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri. Beh, sì, in questo si è pienamente riusciti, è magia: si riesce a sfilare soldi dai portafogli senza neppure il mago in sala.

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5 commenti:

  1. Ciao!
    Forse dal mio post non si capiva, ma stiamo dicendo cose molto simili.

    La materia è una forma di energia, la tecnologia ci permette di interagirci più rapidamente e ampiamente.

    Come ogni magia non è buona o cattiva però: siamo noi che dobbiamo renderla "buona" utilizzandola con intelligenza e per fini elevati.

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  2. Ciao!
    Beh ok, tutte cose vere... ma io non parlavo affatto di questo.

    Per "magia" io intendo la nostra capacità di interagire con qualcosa che non capiamo del tutto, la disponibilità ad accettare interazioni non interamente controllabili, l'apertura ad espandersi tramite mezzi non fisici.

    Come tu dici, la materia è una forma di energia, concordo.
    La "magia" della tecnologia ci permette di muovere tale energia con più ampiezza e velocità.
    Certo, come ogni "magia" può rendere schiavi e dipendenti: a noi la scelta di utilizzarne i poteri con moderazione e per scopi elevati.

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  3. Elisa:

    sai, io non credo che l'uomo riesca a controllarsi né a controllare. Credo che Dio ogni tanto ci dia qualche sberla per salvarci e noi torniamo indietro. Così la torre di Babele, lo Tsunami di Fukushima che ha cambiato i piani nucleari del mondo intero, e volendo anche qualche guerra locale che ancora fa comprendere l'orrore dietro ogni guerra, impedendoci di commettere l'irreparabile e sarebbe possibile. Ma l'uomo in sé non riesce controllarsi.

    La mattina potrei fare cento cose in un attimo, ma sono rallentato: devo aspettare l'apertura dei programmi del PC. Se scrivessi pizzini come i miei conterranei e li lasciassi sulle scrivanie finirei in cinque minuti. Però si esige che tutto passi dalla rete e impiego due ore.

    La "magia" che tu dici è la nostra "capacità di interagire con qualcosa che non capiamo del tutto" esisteva già e molto più potente, si chiama "vita". Interagiamo ma non la capiamo del tutto, o forse per niente.

    Mah, sarò io che non vado bene per il mondo moderno, a me la tecnologia sembra uno stupido e grosso cane messo a guardia di casa: svolge un servizio ma abbaia in continuazione, costa per il mantenimento un occhio della testa e ogni tanto azzanna i padroni. Però non decido io, il mondo va come deve andare, se decide per la tecnologia continuerò a litigarci, se decide che è troppo costosa (ha un consumo di materie prime che non so per quanto si potrà permettere) vuol dire che faremo meno cose in un arco di tempo e ne rimarrà di più per noi.

    Da questo punto di vista io non è che abbia tanta scelta, è la società che mi costringe ad usare l'auto, il PC, il cellulare e altro, senza verrei tagliato fuori da una situazione di innegabile benessere. E dato che non scegliere non mi pesa... :-)

    Ciao!!!

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  4. Rileggerò con calma questo filo, mi richiede del tempo di cui ora non dispongo. Colgo solo l' occasione di augurarti una serena Pasqua. Tornerò su questo post sulla tecnologia, anche quando sarà stato sommerso da altre riflessioni. Ciao!

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  5. La tecnologia si basa su una bufala, ovvero sulla presunzione di avere qualcosa:da spartire con quello a cui scriviamo o telefoniamo. Non é assolutamente detto. O, meglio, abbiamo da spartirci solo il motivo per cui gli scriviamo o gli telefoniamo. Nient'altro, temo. Ma fa più figo supporre di avere qualcosa in comune col diretto interessato solo perché appartiene alla razza umana. Decisamente pretestuoso.

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