Ci sono due modi per cambiare la nostra vita: uno è cambiare il nostro modo di vivere, la realtà che ci circonda; l'altro è intervenire su quel magico, microscopico, interruttore bioelettrico nascosto nei meandri della nostra mente, che cambia la realtà in un clic.

venerdì 30 luglio 2010

La casa dei sogni - terza parte


















Dei vantaggi delle case geodetiche abbiamo già parlato. Perché non si sono diffuse?



E' una tecnologia assolutamente recente. Le tabelle dei fattori d'arco indispensabili per i calcoli della struttura sono state sorvegliate per anni come segreti militari (le prime applicazioni vennero sviluppate in tale ambito, per le caratteristiche di semplicità, rapidità di costruzione, leggerezza);

Solo nel 1966 alcune figure icosaedriche 3V finirono fuori del controllo dei licenziatari di Fuller. Altre tavole divennero disponibili nel 1970 e 1971.

Tutto ciò che concerne l'edilizia moderna è stato sviluppato intorno a strutture “classiche” (parallelepipedi con muri e superfici piane) e mal si adatta ad una casa geodetica (forme curve o triangolari):

 • Le leggi e i regolamenti (camini, scarichi, ventilazione);

• Gli impianti elettrici, idraulici, termici;

• I componenti: finestre, infissi, porte...;

• I mobili in commercio.

Serve uno sforzo costruttivo supplementare per conciliare le esigenze di una casa geodetica con gli standard di mercato. Da ricordare tuttavia che tale soluzione realizza comunque un 60% circa di di risparmio di materiali rispetto ad un'abitazione classica.


Occorre considerare alcune particolarità tecnologiche:






















-  La circolazione dell'aria e dell'umidità sono insolite, tendono far deteriorare gli infissi e le pannellature in legno;

-  E' difficile sigillare perfettamente la struttura contro la pioggia a causa delle moltissime commessure fra i pannelli componenti, sollecitati anche dalla dilatazione termica che fa rigonfiare leggermente la cupola in direzione diverse man mano che il sole compie il suo giro; la cupola deve essere quindi rivestita completamente con materiale isolante;

I costruttori moderni di case geodetiche affermano di aver risolto i suddetti problemi. Vengono offerti sia progetti completi, sia materiali per la struttura con le istruzioni di montaggio. I privati hanno la possibilità di costruire la propria casa ad un costo sicuramente inferiore a quello di una classica abitazione.

-  Data la forma obliqua il muro della cupola è difficile da utilizzare e lascia zone del pavimento non utilizzabili perchè troppo vicine al (basso) soffitto; la differenza tra spazio utile ed inutile può deciderla soltanto la creatività del proprietario.


Problemi di privacy:

















Non siamo più abituati a vivere tutti insieme, e la privacy potrebbe risultare difficile da ottenere per via delle difficoltà di suddivisione degli spazi interni; i suoni, odori, luce riflessa tendono ad essere convogliati lungo tutta la cupola. Le soluzioni moderne, tuttavia, permettono di separare gli ambienti interni.

E' chiaro che la scelta di una struttura geodetica richiede un cambiamento di prospettiva abitativa, ma anche culturale.


Se non viene data una impronta ecologica ai mondi “pesanti”, come le costruzioni, altri comportamenti virtuosi avranno effetti solo trascurabili. L'edilizia odierna richiede l'utilizzo intensivo di petrolio e altri materiali. Un possibile scenario di crisi, con sopraggiunta scarsità di materiali disponibili, potrebbe rendere le costruzioni geodetiche una valida alternativa verso una tecnica dell'abitare più consona alle disponibilità reali del pianeta.

-

lunedì 26 luglio 2010

La casa dei sogni - seconda parte



Cos'è una casa? Uno spazio distinto da un altro spazio più grande. In esso ci rifugiamo per sfuggire alla vastità del mondo, alle sue insidie, ai pericoli, alle privazioni. E' il “nostro” spazio.
Gli Unni avevano un terrore superstizioso delle case in muratura. Per loro, abitanti in baracche mobili, un'abitazione siffatta poteva essere soltanto un sepolcro, e ne stavano alla larga. Abramo non volle mai diventare stanziale pur avendone i mezzi. Preferì la sua tenda di nomade, vivendo da “straniero” in una terra che poteva essere la sua. Serviva a ricordargli, tra l'altro, cosa fosse la vita, e che in essa egli era solo “di passaggio”.
.
Anche il simbolismo utilizzato dal Colonnello Muammar Gheddafi durante la sua visita a Roma (ha montato una tenda “beduina” a Villa Doria Pamphili) dovrebbe ricordarci che per vivere non c'è bisogno di tonnellate di cemento e acciaio sopra la testa.
.
Purtroppo i sistemi di costruzione delle abitazioni civili nella nostra epoca sono così standardizzati e (in fondo) privi di inventiva che la scoperta delle alternative possibili lascia sorpresi. E' il caso delle “cupole geodetiche” sviluppate (ma non inventate) da Richard Buckminster Fuller.
.
Una casa tradizionale è una costruzione parallelepipedale formata da pilastri, travi e solai. Peso elevato (diverse tonnellate). Costi ambientali elevati (costruzione e successiva dismissione della struttura, smaltimento dei materiali). Costo dei materiali elevato. Tempi di realizzazione elevati. La struttura diventa sempre meno resistente all'aumentare delle dimensioni e ha bisogno di accorgimenti aggiuntivi, sostegni. Scarsa efficienza nell'uso dei materiali. Non molto stabile.
.
Una “casa geodetica” è, semplificando, una costruzione geometrica "omni triangolare": tanti triangoli che vengono a formare una semisfera. La semisfera (cupola) viene fissata su di una superficie. Lo spazio abitativo è pronto.





Estremamente resistente rispetto al proprio peso; struttura intrinsecamente stabile; racchiude il massimo volume possibile con una minima superficie di materiale impiegato. Non ci sono muri portanti né travi, lo stress che subisce la struttura viene distribuito su ogni singolo “triangolo”, ripartito in maniera uniforme. Diventa sempre più resistente all'aumentare delle dimensioni. Elevata efficienza nell'uso dei materiali.
.
La struttura portante può essere in legno, acciaio, plastica, cemento. Eretta rapidamente con elementi leggeri e una piccola squadra di operai. Cupole di 50 metri di diametro sono state costruite in zone isolate con materiali di fortuna e senza l'uso di una gru; la casa raffigurata nella prima foto del post è stata realizzata da una coppia di pensionati cinquantenni, con (l'incostante) aiuto di imberbi studenti in architettura. Tempo impiegato: sei mesi.
.
All'inizio era così:


.
Esempi di interni finiti (o quasi):





Perché tali strutture non si sono diffuse? Ne parlo nel prossimo post.

giovedì 22 luglio 2010

La casa dei sogni - prima parte




“Non cambierai mai le cose combattendo la realtà esistente.

Per cambiare qualcosa, costruisci un modello nuovo che renda la realtà obsoleta”.

Samuel Buckminster Fuller


Oggi inizio a parlare di case. Ma occorre partire dall’ideatore di un nuovo tipo di costruzione: Samuel Buckminster Fuller. Quest’uomo ha cambiato la mia visione della vita in generale. Suggerisco a chi non lo conoscesse di andare al link: http://it.wikipedia.org/wiki/Buckminster_Fuller.

Cito da detta fonte:

Inquieto, anticonformista, “fallito”:

“Nel 1927 a 32 anni, in bancarotta e disoccupato, a Chicago, vide sua figlia Alexandra morire di polmonite. La responsabilità lo spinse a bere e a contemplare il suicidio. All'ultimo momento decise di trasformare la sua vita in un esperimento, per scoprire cosa un singolo uomo può fare per cambiare il mondo e beneficiare l'umanità intera.

Fuller è famoso principalmente per le sue cupole geodetiche, che sono parte anche delle moderne stazioni radar, di edifici civili e tensostrutture. La loro costruzione si basa sull'estensione di alcuni principi base dei solidi semplici, come il tetraedro, l'ottaedro e solidi con numero di facce maggiore che possono considerarsi approssimazione della sfera.

Le strutture così concepite sono estremamente leggere e stabili. La cupola geodetica è stata brevettata nel 1954, ed è stata una parte fondamentale del processo creativo di Fuller teso all'esplorazione della natura per inventare nuove soluzioni di design.

Il grande merito di Fuller fu quello di spingere un'intera generazione di studenti e professionisti a pensare "fuori dagli schemi" e a mettere in dubbio le concezioni finora date per scontate.

Buckminster Fuller ispirò l'umanità e la spinse a dare uno sguardo omnicomprensivo al mondo finito in cui viviamo e alle possibilità infinite per migliorare gli standard di vita all'interno di esso. Volendo ridurre gli scarti, Fuller esplorò e propose il principio dell'"efemeralizzazione" — che in parole semplici significava "fare di più con meno". La ricchezza può essere aumentata riciclando le risorse in prodotti nuovi e di maggior valore, e i prodotti più sofisticati avrebbero richiesto minor materiale per la produzione. Nella realtà questo modello di sviluppo si è parzialmente avverato con la miniaturizzazione degli oggetti e degli strumenti.

Fuller fu uno dei primi a propagare una visione del mondo sistemica, ed esplorò i principi dell'efficienza energetica e dell'uso razionale dei materiali. Considerando il ciclo di lavorazione e utilizzo del petrolio dal punto di vista del "budget energetico planetario", derivante principalmente dalla quantità di raggi solari ricevuti dal pianeta, Fuller ha calcolato che ogni litro di petrolio consumato costa al pianeta oltre 300.000 dollari per essere prodotto. In particolare identificava il consumo per il trasporto di pendolari una perdita secca in confronto ai guadagni generati.

Era particolarmente interessato alla sostenibilità e al tema della sopravvivenza della razza umana con l'attuale sistema socio economico e, nonostante le critiche, era profondamente ottimista sulle prospettive dell'umanità, anche durante il periodo della Guerra Fredda.

Secondo Fuller, con l'evoluzione delle conoscenze avvenuta negli anni settanta e il crescente sfruttamento delle risorse naturali, si sarebbe passati da una economia competitiva ad un'economia cooperativa e la guerra non sarebbe stata necessaria. "L'egoismo", dichiarò, "non è necessario, e non è razionalizzabile... la guerra è obsoleta...".

Avendo assistito al principale periodo di progresso tecnologico dell'umanità, che permetteva di curare malattie un tempo letali e di viaggiare a prezzi ridotti, Fuller disse che l'umanità "è composta da 4 miliardi di miliardari".

Mi fermo qui, ma Vi invito ad approfondire la conoscenza della sua opera e la sua vita. La vita di un “fallito” che seppe risollevarsi senza per questo svendersi al mondo che lo circondava, anzi, ispirando nuove generazioni a seguire la propria strada, e non quella indicata dal mercato, dalle consuetudini, dall’omologazione umana.

Quello che più mi ha interessato della sua opera riguarda le cosiddette “strutture geodetiche”. Lui abitava in una di queste case. Tuttavia:

“Le strutture geodetiche non ebbero il successo previsto da Fuller nel mercato delle abitazioni, soprattutto a causa della difficoltà nell'adattarvi strutture pensate per case tradizionali (finestre, impianti elettrici, camini), e soprattutto per la non convenzionalità della forma”.

Da anni raccolgo informazioni per costruire una mia personale casa geodetica, realizzata con materiali non costosi o addirittura a costo zero. Ne parlerò nel prossimo post.





mercoledì 21 luglio 2010







-

Oggi entro in ufficio, mi guardo intorno e con simpatia penso:


S'i fosse fuoco, arderei 'l mondo;
s'i fosse vento, lo tempestarei;
s'i fosse acqua, i' l'annegherei;
s'i fosse Dio, mandereil' en profondo;

s'i fosse papa, allor serei giocondo,
ché tutti cristiani imbrigarei;
s'i fosse 'mperator, ben lo farei;
a tutti tagliarei lo capo a tondo.

S'i fosse morte, andarei a mi' padre;
s'i fosse vita, non starei con lui;
similemente faria da mi' madre.
Si fosse Cecco com'i' sono e fui,
torrei le donne giovani e leggiadre:
le zoppe e vecchie lasserei altrui.


Dovrò fare penitenza…



(Cecco Angiolieri - Siena, 1260 circa – Siena, 1312 circa)

-

martedì 20 luglio 2010

-





















Clic di felicità: Come trattare le persone “poco sincere”.

Metodo “Gesù Cristo VS farisei”, punti salienti:

1) Vogliono farlo fuori. Per qualche motivo. Perché è più in gamba; perché attira più gente; perché è più felice e questo da fastidio; perché sono davvero indemoniati; cmq vogliono farlo fuori, vogliono che cessi di sorridere, di mangiare con la gente, di parlare, di dire la sua, di esistere, di tutto. La stessa esistenza di quest’uomo, il suo comportamento fuori dagli schemi, sono un insulto;

2) Lui sa che vogliono farlo fuori e non si fa ingannare. Li tiene alla larga. Non li cerca. Se ha bisogno va a cercare altrove, ma non loro. Primo, non otterrebbe niente, secondo ha selezionato un gruppo di persone umili ma sincere. Povere o ricche, non ha importanza, ma sincere. Ha investito molto tempo.

3) Non ci va a pranzo, non parla, non spiega, non racconta. Loro lo inseguono, Lui li sfugge, come la peste; potrebbero aiutarlo, potrebbero alleggerirgli il compito, potrebbe entrare a far parte della loro organizzazione e fare molta meno fatica, forse addirittura sopravvivere, ma ugualmente li sfugge e li lascia con un pugno di mosche;

4) Benché Lui li tenga alla larga (per il loro comportamento), loro vanno a cercarlo, intervengono, pongono domande inopportune. Vogliono metterlo in difficoltà, in trappola. Non ha timore di evitarli. Non risponde. Alza le spalle e se ne va. Se proprio deve va giù pesante (questa però è meglio evitarla, almeno finché non si è acquisito il potere di incenerirli all’istante);

5) Spesso li manda a fare in …, una volta frusta i loro soci in affari;

6) Muore senza peccati. Ergo mandare sistematicamente i farisei a fare in … non è peccato. Altrimenti vorrebbe dire che Lui ha peccato, e non l’ha fatto. Ripeto: Cristianesimo (essere come Cristo) prevede che gli ipocriti possono e debbono essere mandati a fare in … seguendo l’esempio di Gesù. Muore per i suoi nemici, ma non per questo ne diventa amicone o rinuncia a mandarli a fare in …!

7) In punto di morte non dice: “Padre perdonami perché li ho frustati e mandati a fare in …”. Chiede invece: “Padre perdona quelli che ho mandato a fare in ..., perché non sanno quello che fanno”. (“Io invece sì, per questo li ho sempre tenuti alla larga!”).

Quindi la vostra coscienza può dormire tranquilla in santità e giustizia, l’unica cosa è esser certi che quelli siano davvero farisei e non provare mai a fargli del male, altrimenti l’effetto vi si rivolta contro. Se ne fanno già tanto da soli, basta evitarli.

Resta da individuare chi sono i farisei. Attenzione, spesso sono molto più vicini di quanto si creda, a volte hanno il nostro stesso sangue. A volte siamo noi. In quel caso ci meritiamo d’essere mandati a … e tutta l’infelicità che ne può derivare.


Per ultimo Gesù Cristo dimostra di conoscere il proverbio indiano:

“Se vai a letto col serpente non meravigliarti se vieni morso”

-

lunedì 19 luglio 2010

-

“Se stasera il popolo americano venisse a sapere come funziona esattamente il sistema monetario e bancario, prima di domattina scoppierebbe la rivoluzione”.

Abramo Lincoln



All’università scoprii che l’Unione Europea aveva eccedenza di qualunque bene rispetto al consumo. (Facevano allora eccezione gli oli di semi, importati dagli USA, oggi c’è eccedenza anche di quelli).

Mi chiesi: “se abbiamo eccedenza di tutto, incluso il lavoro umano, perché non abbiamo tutto”? Si vuol far credere che la risposta sia complessa, invece è molto semplice: la scarsità relativa viene generata per esigenze di controllo sociale.

Il mezzo più efficace, e per certi versi “indolore” è il sistema monetario: i beni sono abbondanti, tanto da essere buttati per mancata vendita; ma per comprarli è necessario il denaro; se crei un sistema monetario e introduci una “scarsa” quantità di denaro, il gioco è fatto. Devi rivolgerti per qualunque cosa al “monopolista”, l’unico che “crea” denaro. Che non è lo Stato. E’ il sistema bancario.

Beni sovrabbondanti a cui non puoi accedere, se non rivolgendoti all’unica divinità che può procurarli: il sistema che “crea” denaro, ma anche prestiti, finanziamenti, moneta liquida, banconote, tratta i debiti delle nazioni… (Federal Reserve, Banca Centrale Europea, Banca D’Italia, Fondo Monetario Internazionale, Banca Mondiale, Banca sotto casa…).



“Pochi comprenderanno questo sistema, coloro che lo comprenderanno saranno occupati nello sfruttarlo, il pubblico forse non capirà mai che il sistema è contrario ai suoi interessi”.

Sherman Rothschild, banchiere



Geniale, ma non mi dilungo (se volete possiamo approfondire nei commenti). Il denaro è il “freno” alla possibilità di usufruire di beni già disponibili, inserito nel Sistema per tenere la gente dipendente dal Sistema stesso. Un elaborato schema schiavistico.

Intendiamoci, risolvere il problema del denaro non risolve il problema dello sfruttamento dell’uomo. Se non riesci con le buone alzi il tiro: se non controlli tramite il denaro lo fai con altri mezzi, inclusa la forza. Quindi credere di poter uscire da un sistema di sfruttamento tramite una riforma è pura illusione. Anche una “rivoluzione” lo è. Ci saranno, ci sono sempre state, classi dominanti e dominate. E gente armata nel mezzo. (Però il denaro funziona egregiamente e, finora, nella nostra società, è stato la leva principale di controllo).

Per me, ciò che conta è rendersi conto della realtà e viverla con i suoi limiti, accettandoli.

In ogni tempo ci sono state Comunità prospere nonostante le difficoltà della vita. Questo finché hanno seguito e rispettato la loro natura, la loro etica, sviluppata in secoli di convivenza. I loro valori. Non si possono fare miracoli di fronte ad un mondo che cambia, ma spesso la “fine” arriva quando si accettano valori che non ci sono mai appartenuti. Quella è la vera rivolta: rifiutare ciò che non ci appartiene, anche quando appare così bello. ("Allora la donna vide che l'albero era buono da mangiare, gradito agli occhi e desiderabile per acquistare saggezza...".…). Se cedi l’equilibrio è terminato, la felicità ormai un miraggio.

La conoscenza è necessaria. Non per cambiare il mondo, ma per accettarlo, viverlo senza esserne noi vissuti. Come si è fatto per milioni di anni in fondo, in condizioni di povertà maggiori di adesso. E per darci la forza di rifiutarne le illusioni.


«Autorizzato ad emettere moneta, e a controllare il sistema monetario di un paese, non mi preoccupo di certo di chi fa le leggi».

Mayer Amschel Rothschild



(Sembra un po’ pessimista come pezzo, ma se mi seguite nei prossimi post, vedrete che non è così, da qualche parte dovevo pur iniziare, ciao!)

-

venerdì 16 luglio 2010

-

“Il mondo è un’assurda impresa gigantesca, popolata da gente che sgobba ogni minuto della sua vita per razionalizzare le stupidaggini che è costretta a fare.”

Scott Adams



Oggi sono qui. Domani sono la. È questa la vita. Inutile cercare sicurezze che non ci possono essere. Ci svegliamo e cerchiamo le nostre sicurezze, i nostri riti. Facciamo tutto in fretta, abituati.


Spesso rileggo la poesia di Jacques Prévert – Déjeuner du matin:

Il a mis le café
Dans la tasse
Il a mis le lait
Dans la tasse de café
Il a mis le sucre
Dans le café au lait
Avec le petit cuiller
Il a tourné
Il a bu le café au lait
Et il a reposé la tasse
Sans me parler
Il a allumé
Une sigarette
Il a fait des ronds
Avec la fumée
Il a mis les cendres
Dans le cendrier
Sans me parler
Sans me regarder
Il s'est levé
Il a mis
Son chapeau sur sa tête
Il a mis
Son manteau de pluie
Parce qu'il pleuvait
Et il est parti
Sous la pluie
Sans une parole
Sans me regarder
Et mois j'ai pris
Ma tête dans ma main
Et j'ai pleuré.


Ha messo il caffè
Nella tazza
Ha messo il latte
Nella tazza di caffè
Ha messo lo zucchero
Nel caffè latte
Con il cucchiaino
Ha girato
Ha bevuto il caffè latte
Senza parlarmi
Si è acceso
Una sigaretta
Ha fatto dei cerchi
Con il fumo
Ha messo la cenere
Nel portacenere
Senza parlarmi
Senza guardarmi
Si è alzato
Ha messo
Il suo cappello sulla sua testa
Ha messo
Il suo impermeabile
Perché pioveva
Ed è partito
sotto la pioggia
Senza una parola
Senza guardarmi
E io ho preso
la mia testa nella mano
E ho pianto.

Ecco, è tutto qui. Il progresso, l’evoluzione umana hanno generato questo meraviglioso prototipo di essere umano che vive senza accorgersi di farlo. Ogni mattina siamo rapidi, veloci, efficienti; per un motivo: non viviamo. Se vivessimo saremmo più lenti, consapevoli, presteremmo attenzione. Invece siamo rapidi. E assenti.



“Talvolta ci vuole coraggio anche a vivere”

Seneca

-

Lettori fissi

Powered by Blogger.