Ci sono due modi per cambiare la nostra vita: uno è cambiare il nostro modo di vivere, la realtà che ci circonda; l'altro è intervenire su quel magico, microscopico, interruttore bioelettrico nascosto nei meandri della nostra mente, che cambia la realtà in un clic.

lunedì 26 luglio 2010

La casa dei sogni - seconda parte



Cos'è una casa? Uno spazio distinto da un altro spazio più grande. In esso ci rifugiamo per sfuggire alla vastità del mondo, alle sue insidie, ai pericoli, alle privazioni. E' il “nostro” spazio.
Gli Unni avevano un terrore superstizioso delle case in muratura. Per loro, abitanti in baracche mobili, un'abitazione siffatta poteva essere soltanto un sepolcro, e ne stavano alla larga. Abramo non volle mai diventare stanziale pur avendone i mezzi. Preferì la sua tenda di nomade, vivendo da “straniero” in una terra che poteva essere la sua. Serviva a ricordargli, tra l'altro, cosa fosse la vita, e che in essa egli era solo “di passaggio”.
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Anche il simbolismo utilizzato dal Colonnello Muammar Gheddafi durante la sua visita a Roma (ha montato una tenda “beduina” a Villa Doria Pamphili) dovrebbe ricordarci che per vivere non c'è bisogno di tonnellate di cemento e acciaio sopra la testa.
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Purtroppo i sistemi di costruzione delle abitazioni civili nella nostra epoca sono così standardizzati e (in fondo) privi di inventiva che la scoperta delle alternative possibili lascia sorpresi. E' il caso delle “cupole geodetiche” sviluppate (ma non inventate) da Richard Buckminster Fuller.
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Una casa tradizionale è una costruzione parallelepipedale formata da pilastri, travi e solai. Peso elevato (diverse tonnellate). Costi ambientali elevati (costruzione e successiva dismissione della struttura, smaltimento dei materiali). Costo dei materiali elevato. Tempi di realizzazione elevati. La struttura diventa sempre meno resistente all'aumentare delle dimensioni e ha bisogno di accorgimenti aggiuntivi, sostegni. Scarsa efficienza nell'uso dei materiali. Non molto stabile.
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Una “casa geodetica” è, semplificando, una costruzione geometrica "omni triangolare": tanti triangoli che vengono a formare una semisfera. La semisfera (cupola) viene fissata su di una superficie. Lo spazio abitativo è pronto.





Estremamente resistente rispetto al proprio peso; struttura intrinsecamente stabile; racchiude il massimo volume possibile con una minima superficie di materiale impiegato. Non ci sono muri portanti né travi, lo stress che subisce la struttura viene distribuito su ogni singolo “triangolo”, ripartito in maniera uniforme. Diventa sempre più resistente all'aumentare delle dimensioni. Elevata efficienza nell'uso dei materiali.
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La struttura portante può essere in legno, acciaio, plastica, cemento. Eretta rapidamente con elementi leggeri e una piccola squadra di operai. Cupole di 50 metri di diametro sono state costruite in zone isolate con materiali di fortuna e senza l'uso di una gru; la casa raffigurata nella prima foto del post è stata realizzata da una coppia di pensionati cinquantenni, con (l'incostante) aiuto di imberbi studenti in architettura. Tempo impiegato: sei mesi.
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All'inizio era così:


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Esempi di interni finiti (o quasi):





Perché tali strutture non si sono diffuse? Ne parlo nel prossimo post.

15 commenti:

  1. Wow, uno spettacolo! Ma sono davvero così facili da montare, non credo, altrimenti si sarebbero diffuse, no? Aspetto la terza parte. Ciao.

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  2. Le casa che ho visitato io ha un interno del tipo mostrato nelle foto. Le spese per il riscaldamento sono minime e gli spazi sono (sembrano?) davvero enormi. Poi è soppalcato all'interno, e viene sfruttato l'ampio spazio sotto la "campana" della cupola. Come ho già scritto, secondo la stagione, il proprietario sposta letteralmente le stanze (sposta i mobili ovviamente). Certo è una casa diversa rispetto alla classica a pareti verticali, ma io la trovo molto più "vera", vivibile. Le spese di costruzione sono state veramente basse, ma per certe cose occorre un po' di bricolage in quanto i pezzi vengono prodotti per case tradizionali. Comunque è molto bella.

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  3. Domanda: e la manutenzione di una casa di quelle dimensioni? Bellissima, senza dubbio. Ma un'altra casa per ricchi alternativi?

    Interessante la digressione culturale sul concetto storico di casa. Saggi 'sti Unni, ve'?? La casa, come scrivi tu, dovrebbe essere luogo di intimo rifugio dalla vastità del mondo. Dico "dovrebbe" perchè spesso è solo un tetto sulla testa in cui si trascorre molto poco del proprio tempo migliore. Il focolare non esiste più. Al suo posto si sono fatti strada i loculi da/verso cui transitiamo durante le nostre febbrili giornate lavorative.
    E dopo 'sta botta di buon umore...aspetto la terza parte, aspettando che tu dica che una struttura del genere conviene costruirla in paesi con climi tropicali, giusto per risparmiare sul riscaldamento. E' da vedere però se resiste ai cicloni dei tropici.

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  4. # Giulia.

    Siamo di buon'umore vedo. Mah, se cerchi le cose che tanto "non si possono fare", stai sicura, non avrai problemi a trovarle.

    Cmq le case con le foto in bianco e nero sono state realizzate in Canada, Ottawa credo. Posti tropicali quindi. Ai cicloni resiste molto meglio delle abitazioni tradizionali grazie alla sua forma. E' già naturalmente antisismica (cosa vuoi che ti crolli addosso in assenza di pilastri e muri?).

    L'unica accortezza è quella di fissarla solidamente a terra in quanto il rischio reale in caso di cattivo montaggio è che la cupola venga ribaltata e portata via dal vento. Se è saldamente ancorata per essere portata via occorre strappare anche il terreno su cui si trova.

    Case di ricchi non sono queste ma i prezzi nelle città. Una così la puoi comprare per un appartamento "normale" ti devi indebitare.

    A proposito, quando ci parli del tuo prossimo, "misterioso", progetto di vita?

    Ciao.

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  5. Dimenticavo: la manutenzione. Dipende. Se la riempi di mobili, tappeti, suppellettili, oggetti inutili, quadri, vetrinette, librerie zeppe di ciò che non leggerai mai più, supertende, megadivani... Muori pulendo.

    Se ne fai a meno ti sbrighi subito. Lo so perchè non avendo alcuna delle cose prima menzionate, faccio in fretta anch'io. Pulire uno spazio vuoto è incredibilmente facile.

    Per la manutenzione "tecnica" invece: spendi di più nel condominio!

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  6. Sto seguendo i tuoi articoli sulle case con enorme interesse.
    Quando conosco qualcuno sono sempre molto curiosa di vedere dove abita. La casa è, o dovrebbe essere, una proiezione del nostro modo di essere. Sottolineo il "dovrebbe" perché spesso le situazioni della vita ci portano a vivere in situazioni che non ci rappresentano.
    Infine l'idea di poter costruire una casa "affidabile" da soli e con materiali naturali come il legno mi affascina e incuriosice.
    Suvvia, continua a raccontarci che noi ti seguiamo!

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  7. Exodus,
    in effetti sono di ottimo umore.
    Se cercassi solo "quello che non si può fare" prenderei sicuramente in considerazione la casa geodetica, ma visto che cerco di stare con i piedi per terra mi guardo intorno e mi pongo domande. Spero che la cosa non ti infastidisca. Attenzione, non sto dicendo che non si possa fare in assoluto o che il risultato sia lontano dalle aspettative. Repute le cupole geodetiche una gran figata, se mi concedi il termine. Un modo innovativo di vivere lo spazio e la casa. Se avessi un terreno non ti nego che ci farei un pensierino, giusto per rendermi conto se effettivamente è un pensiero accessibile. Ma farsi conquistare dalla forma è molto lontano dal mettere in pratica cotanta bellezza. Sappiamo perfettamente che una casa del genere è riservata ad una ristretta minoranza. E' vero che le case in città hanno un costo superiore (di molto superiore), ragion per cui anche io ho scelto la provincia. Ma vivere decentrati ha anche i suoi svantaggi. Una struttura come quella che tu porti ad esempio, impone una certa scelta di vita che va soppesata. Parlo ipotizzando, non parlo per scienza infusa. Diciamo che continuo sempre a pormi domande, cercando di vedere oltre il fatto che la casa è bella e funzionale. Ma quanto poi effettivamente si adatta alla realtà? Questa, secondo me, è una domanda importante.
    Per quanto riguarda i cicloni, il mio dubbio era proprio quello che citi in seconda battuta, ovvero il rischio non di ritrovarsi sotto le macerie, ma senza fondamenta. Immagino però che a questo problema si possa ovviare con qualche accortezza.
    Per la manutenzione, sono d'accordo. Io, poi, sono una persona disordinata e quindi meno cose ho da lasciare in giro e meglio è.

    Infine, per quanto riguarda i miei "misteriosi progetti di vita", ne possiamo sicuramente parlare in altro loco, anche se il mio non menzionarli rivela il desiderio di riuscire prima a metterli in pratica. Ma potrei sempre rivelartelo in cambio del tuo vero nome. Exodus.

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  8. Giulia, hai ragione e torto.
    Ragione perchè alla famiglia proprietaria della casa non mancano serto i soldi. Quindi ha potuto "rischiare" investendo su di un tipo di costruzione non molto diffusa; inoltre ha acquistato il terreno edificabile.
    Torto, in quanto, alla fine, hanno un attico, una quasi villa, costato quanto un appartamento in un condominio.
    I soldi hanno permesso di superare un blocco, ma era soprattutto psicologico, l'incognita della nuova tecnologia. Ma si sa, i ricchi sono quelli che colgono sempre le migliori opportunità. Cmq non hanno speso di più di una normale famiglia che chieda il prestito per una casa.

    Magari la spesa aggiuntiva è stata per il terreno, quello sì, ma al contempo, è un sicuro investimento.

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  9. # Giulia,

    il mio nome è comunissimo, però, ti confesso che ero indeciso tra il "nick" Exodus e "Apokalips", ecco puoi chiamarmi "Apokalips" :-)

    Per te che ti poni domande: sei sicura che valga la pena farlo? Sempre intendo. Sei certa che sia una buona cosa? Non è che la vita finisce aspettando una risposta?

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  10. # solindue:

    ho già pronto il sito, so dove trovare i materiali (tavole di legno lasciate ogni anno a marcire per non avere costi di smaltimento!), ho individuato il software per i calcoli, tutto.

    Sai qual'è l'unica incognita: l'età di mio padre, 75 anni. Lui è il braccio, l'esperienza, il muratore in grado dicostruire da solo un villino con solo il piano dell'ingegnere sotto il braccio. Ecco, senza di lui, non so se potrò. Con lui cavalco il mondo, l'abbiamo già fatto.

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  11. René, sono d'accordo. Penso anch'io che un attico al centro sia molto più costoso. Ma tu parli di un concetto essenziale: il blocco psicologico. Ecco, quello che io cerco di esprimere è che per molti non è un blocco psicologico ma materiale. Sono una guastafeste, lo ammetto.

    Exodus,
    non credo che valga sempre la pena porsi domande, ma credo valga la pena porsi le domande giuste. Vogliamo buttarci in un discorso squisitamente sofistico? Io preferisco la dialettica, ma se vuoi possiamo dissertare per ore sulle innovazioni dell'edilizia senza per questo mettere su un mattone. Sai che sono aperta al dialogo.

    Comunque, scanso equivoci, sono interessata ai contenuti dei post e non cerco solo di fare polemica. So di non essere molto brava, ma per esperienza cerco sempre il lato pratico delle cose. Il lato più duro da mandare giù. Ma non per questo mi scoraggio, credo ci siano svariati modi per cambiare strada e percorrere quella più adatta a noi e comunque è sempre interessante ed utile vedere come vivono gli altri e come affrontano situazioni simili alle nostre.

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  12. oggi riflettevo su questo:

    più che porci sempre domande, dovremmo scrivere le risposte che abbiamo trovato finora. (Se non le abbiamo trovate, nemmeno qualcuna, allora è tutto il nostro approccio alla vita che deve essere ridiscusso, perché evidentemente non da' frutti, non funziona).

    Dopo, dovremmo ripartire da queste risposte, non da nuove domande. Altrimenti ci ingolfiamo senza fine. Sto cercando di farlo, leggo le mie risposte ogni mattina dalle 9.30 alle 10.00 circa. Mi aiuta a fare chiarezza.

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  13. # Giulia:

    ma chi ti dice che lo scopo sia quello di mettere su un mattone? Credi sia necessario per cambiare qualcosa? Affatto. Ho sempre sostenuto che la vera risorsa non è (in questo caso) l'edilizia, ma la mente. Vedere le cose in modo diverso da come abbiamo visto finora. Vedere che"non è" quello che crediamo.

    Andare oltre l'illusione che dice: "le cose devono essere fatte in questo modo; ci sono questi blocchi; la realtà è questa ed è l'unica possibile. Il cambio di paradigma, di visuale, non presuppone che cambi anche qualcosa di "fisico" intorno a noi. Presuppone invece quel "clic" dentro di noi che dica: "questa non è l'unica realtà possibile. E' solo quella che mi hanno fatto credere fosse l'unica possibile".

    Mia padre ha costruito un villino, da solo con un manovale, tutto nei sabati e le domeniche. Ha guadagnato bene. Ma nessuno era disposto a credere che ce l'avrebbe fatto. E ha apportato delle caratteristiche che sono assolutamente originali, come la costruzione di muri "rustici" con blocchi di pietra trovati a mare e in spiaggia. Dicevano che non sarebbero tenuti. Sono lì perfetti.

    Dicevano che la casa che ha costruito, quasi sul mare sarebbe smottata. Ha inventato una specie di "piattaforma" piuttosto mobile di cemento che reagisce allo stress muovendosi interamente. Risultato: per effetto delle forze naturali, la struttura intera è sì smottata di qualche centimetro come lui si aspettava, ma la piattaforma che regge il villino è semplicemente "scivolata" lasciando la casa perfettamente al riparo da forze che avrebbero potuto incrinarne la stabilità. Ovvero: la base "mobile" di cemento ha seguito le forze che spingevano, portandosi la casa (pochi centimetri) senza alcun danno. Praticamente "galleggia". Mio padre ha la quinta elementare serale.

    Lo so che tu a certe cose non ci credi perchè sei pratica e realistica. Lui ed io invece sì. Ma prima è qualcosa nella testa che deve cambiare. Non è mai il contrario.

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  14. Sono d'accordo con Exodus: tutto parte dalla testa. Se non c'è la testa non può esserci nient'altro. Io ho forse solo un bel sogno, ma conosco tante persone che non hanno nemmeno quello. L'assenza del sogno non ha migliorato le loro vite, le ha solo invecchiate e incattivite. L'assenza del sogno non le ha rese migliori. Non le fa vivere meglio. Sono un'illusa? Forse, ma togliere il sogno non aggiunge niente alla mia vita, la impoverisce soltanto.

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