Ci sono due modi per cambiare la nostra vita: uno è cambiare il nostro modo di vivere, la realtà che ci circonda; l'altro è intervenire su quel magico, microscopico, interruttore bioelettrico nascosto nei meandri della nostra mente, che cambia la realtà in un clic.

domenica 15 aprile 2012

BLOG CONSUMISTA

Spesso leggo sui blog che dovremmo consumare di meno, avere di meno, perdere meno tempo, etc...

Segnalo qualcosa di abbastanza "tecnico" ma tanto per far comprendere quanto siamo lontani dalla consapevolezza di una necessaria austerità, quanto ci sfuggano i contorni di una vera sobrietà in senso lato.

Io ho un portatile di otto-nove anni, ho tolto Windows mettendo Linux. Potevo comprare un nuovo pc, era più facile, ma sono innamorato delle cose che ancora vanno e non butto mai niente che ancora funzioni. Bene. Sapete qual'è uno dei maggiori problemi nella navigazione, quello che ti costringe a cambiare il pc, oppure ad assicurarti più banda internet perché il tuo sistema non ce la fa più? Sono gli effetti grafici contenuti nelle pagine. Tutte quelle immagini, quei plugins, quegli effetti, le foto con cui si adornano i blog, tutti quei link magari con altre foto, altri contenuti, continui rimandi...

Sono quelle cose lì che rendono impossibile la navigazione, che costringono alla rottamazione del proprio hardware. Anche nel più "semplice" dei blog trovi tanti effetti artistici che la banda non basta più, il processore fatica, la ram viene consumata in un attimo. Ho sorriso visitando un sito in cui si parla di riciclo, talmente ricco di orpelli che non sono neppure riuscito ad accedervi.

A volte apro due pagine in simultanea per vedere se mi sto ingannando: una pagina fornita di effetti e una di qualche sito abbastanza minimalista, anche il mio blog rientra tra questi. Provate anche voi, lanciate in simultanea, non vi potete ingannare, misurate la velocità di apertura della Vs. pagina web rispetto ad un'altra con pochi fronzoli e saprete quanto è consumista o minimalista il vostro spazio.

Buona serata a tutti.

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19 commenti:

  1. Non so se tu conosci un video "dove vanno a finire
    le cose" parla proprio di queste ed oltre.
    Il mio computer è così vecchio... i miei elettrodomestici pure. Riciclo tutto. Se non ci fosse l'informazione alternativa l'Elite avrebbe già preso possesso di tutti noi.
    Siamo completamente diversi e nello stesso tempo complementari, Buona notte

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  2. In effetti non ci si rende conto di quanto pesino certi orpelli.

    Probabilmente anch'io cado in questo errore, la tentazione di "abbellire" un testo è troppo forte, però ti assicuro che c'è una cosa che combatto con tutta me stessa: le catene di sant'Antonio!

    Ma come fa la gente a non rendersi conto di quanto l'inviare un'e-mail a dieci persone entro cinque minuti, ognuna delle quali la rimanderà ad altre 10 (che fanno centodieci in dieci minuti), le quali la rimanderanno ad altre dieci nei successivi cinque minuti (e siamo a milleecentodieci e-mail partite in un quarto d'ora), provocherebbe davvero la paralisi dell'intera rete "a stretto giro di posta, sempre che la gente continuasse questo giochetto idiota?

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  3. I'm:

    io credo che le cose le abbiamo dentro e le tiriamo fuori, il nostro modo di essere. Però se le cose non le abbiamo dentro, non si tira fuori niente, non c'è niente. In questo le nostre posizioni divergono, non in altro: tu, ottimisticamente, coi tuoi sforzi cerchi di cavare sangue dalle rape, o il "meglio" dagli uomini, io lascio perdere le rape perché non credo che ci sia sangue dentro.

    E alla fine magari facciamo le stesse cose, lasciati alla nostra natura, la nostra indole profonda.

    Ciao.

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  4. Neppure io amo molto i siti e i blog "pesanti", anche se nel mio spazio non rinuncio a caricare qualche immagine "ornamentale" ogni tanto...

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  5. Diemme, Goldie:

    io non sono una persona molto "visiva" non presto molto caso agli "abbellimenti" di un sito. Sarebbe però interessante poter monitorare quanto davvero i vari fronzoli interessino davvero al lettore, magari si scopre che non è lì per la gli orpelli ma per la sostanza, l'incontro, l'eleganza di un design piuttosto che il suo essere barocco.

    Io arrivo al punto da non guardare tutte le parti con troppi "abbellimenti", mi confondono, faccio un copia-incolla e scarico su di un file txt per leggere.

    Si parlava anni fa di metatesto, di link inseriti per collegare varie parti di un discorso, per approfondirlo... ma siamo arrivati al punto che in alcuni post il "metatesto" supera il testo!

    Ricordo una bella frase di Tom De Falco, editor della Marvel, quella dei fumetti:

    "Se hai una buona storia non ti serve far crescere la barba al protagonista o altro, ma devi avere una buona storia"

    Credo sia questo, noi poveri tapini bloghettari dovremmo avere una buona storia, buona almeno per noi stessi, lasciamo gli effetti speciali ai Grandi Gruppi.

    A proprosito, anche lì: scelgo i portali di informazione in base alla velocità di caricamento, molti famosi sono rimasti fuori dal mio vecchio pc solo perché non riesce ad aprirli!

    Ergo: spendono in effetti speciali e sono proprio quelli che mi tengono alla larga!!!

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  6. Al di là del puro e semplice abbellimento, in genere io aggiungo immagini al testo quando ritengo che abbiano qualche significato (o quando il testo nasce solo per commentare l'immagine, come nel mio ultimo post o in quello in cui parlavo di Terry Border). Per me le immagini sono estremamente comunicative, oltre che ornamentali, ma non devono soffocare il resto, e soprattutto non vedo la necessità di utilizzare file giganti quando per la visualizzazione web mi bastano pochi k, ne' animazioni in flash o "fronzoli" vari.

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  7. Mi ero già accorto di questa cosa. Fatico anche ad aprire il mio in cui pubblico solo foto.

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    1. Civiltà dell'immagine e civiltà del consumo vanno a braccetto.

      L'immagine è bella ma costa, anche in termini tecnologici e infrastrutturali.

      E' una delle cose cui non prestiamo attenzione, che diamo per scontata.

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  8. opporsi. ecco la cosa giusta da fare. non cambiare l'auto prima di 10anni o 250mila chilometri, e opporsi a chi ci racconta la balla dell'euro 1, 2, 3, 4, costringendoci a cambiare auto sotto l'impedimento arbitrario del blocco della circolazione.
    non cambiare il pc prima di 5 anni fregandosene dei nuovi modelli di processore. cambiare il sistema operativo a favore di linux impegnandosi in un piccolo sforzo di apprendimento e consapevolezza dello strumento che si usa....
    opporsi insomma al sistema che ha costruito il consumismo basandosi sul lecito desiderio dell'uomo di non vivere in una caverna ma migliorare la sua condizione di vita materiale.
    è lecito non voler morire usando un ritrovato della scienza, non è lecito voler esistere a scapito di un'altra vita comprando un organo di contrabbando.
    purtroppo abbiamo superato il limite etico morale dell'istanza di progresso naturale che l'uomo ha in sé. e ne stiamo pagando il prezzo, tutti.
    ma essendo ottimista, penso che sia possibile modificare la rotta. con il nostro comportamento, contrastando il consumismo vera infezione del nostro tempo occidentale.

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    1. Speriamo. speriamo che il non consumare sia una scelta e non un'imposizione, intendo.

      E' in corso un passaggio epocale, di rallentamento del cosumo per mancanza di mezzi nel nostro paese, e accrescimento violento in altre parti del mondo.

      Le dimensioni di scala sono tali che, qualunque cosa si decida, la palla delle risorse e dell'inquinamento non è più nelle nostre mani, non decidiamo più insomma, possiamo fare quello che vogliamo ma se in Asia, in Sud e Nor America un colosso starnutisce abbatte tutti i nostri sforzi.

      Incrociamo le dita e facciamo del nostro meglio.

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    2. avevamo fino a qualche anno fa la possibilità di scegliere di consumare di meno. oggi ce lo stanno imponendo. semplicemente alla faccia di chi pensa di essere libero di scegliere.
      non solo assistiamo al trasferimento di ricchezze e capitali dall'occidente all'oriente. la cosa drammatiche è che gli errori fatti dal modello economico occidentale si stanno trasferendo sic et simpliciter nei "nuovi mondi" in via di sviluppo. convulso aggiungerei.

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    3. C'è una cosa di cui purtroppo non siamo consapevoli perché abbiamo avuto la fortuna di nascere nel periodo economicamente più florido della storia umana e nel "posto giusto":

      la vita media di una persona nei paesi in via di sviluppo è di circa di 41 anni. Consideriamo l'elevata mortalità infantile, malattie, denutrizione, guerre, etc...

      Ora, noi siamo abituati alla 2nostra" ottica di sviluppo e benessere, ma se i paesi che ormai producono per tutto il mondo, con uno sfruttamento a noi oggi sconosciuto, riescono inquinando, sviluppandosi a metastasi, consumando e tutto il resto, a portare la vita media a 45 anni, poniamo, per loro è già un risultato eccezionale!

      Ai nostri occhi è un disastro, ai loro occhi è un miracolo se i loro bambini non muoiono di infezione! La nostra "presunzione" di sapere cosa è bene per noi e per loro, ci porta a non comprendere perché stanno accettando di massacrare le economie mondiali e di farsi sfruttare in quel modo: perché non hanno le nostre stesse, benestanti, aspettative.

      Sto conducendo un lavoro su di un paese in via di sviluppo, il piano nazionale di riduzione della povertà, consiste nel dare cibo sufficiente e un minimo di assistenza sanitaria "occidentale". Per loro è un successo! Ai nostri occhi stanno svendendo il loro paese, le risorse, etc... Ma per loro, sviluppo, vuol dire vivere qualche anno in più, da 41 a 45, non morire, il loro "sviluppo" è questo, non confondiamolo con il nostro e la nostra visione occidentale, viziata, da ciò che dovrebbe essere il senso della vita e quant'altro. Avere cibo sufficiente ed evitare la guerra, porta alla loro "miserabile" vita un grado di soddisfazione, un salto di qualità talmente alto, che noi non potremmo uguagliare neppure se non esistesse più la disoccupazione, la crisi, etc... Perché il valore aggiunto alla loro vita di più anni di vita, e vita utile, fertile, in buono stato, con bambini che non gli muoiono nell'impotenza, nell'indifferenza, sarà sempre superiore al valore aggiunto dalla nostra di un po' di tempo libero in più, qualche gadget in più, o qualche passeggiata in riva al mare a scrivere poesie.

      Quindi, il loro sviluppo "caotico", agli occhi della gran massa delle persone, è perfettamente ordinato, razionale, costoso ma loro hanno sempre pagato, non respirano piombo ma saltano in aria per le mine.

      Non so se mi spiego, non è semplice da raccontare, da spiegare a noi società che mangia tutti i giorni e che non deve reputare normale la morte di un figlio, l'abbandono dei genitori come evento naturale, necessario alla sopravvivenza dei giovani, l'analfabetismo delle donne. Ciò che a noi sembra caos, per loro è progresso, per quanto strano possa sembrare.

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  9. Io non riesco a leggere pagine troppo ricche, mi perdo.
    Per leggere testi interessanti ma troppo "abbelliti", utilizzo Clearly: https://chrome.google.com/webstore/detail/iooicodkiihhpojmmeghjclgihfjdjhj

    Ciao!

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    1. Io ho rinunciato ad aprire le pagine de "La Repubblica" per questo motivo.

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  10. :( sono certa che il mio è consumista (considerando le foto, soprattutto) e la cosa non mi piace affatto...eliminerò qualche orpello...mi farai sapere se avrai trovato giovamento???

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  11. # Turista consumista:

    ma sai, non ce ne accorgiamo neppure, il consumismo non salta all'occhio in quanto rientra nella normalità, per questo bene o male ci sentiamo relativamente "ambientalisti", molte cose non le vediamo. Se il PC è lento, non pensiamo di convincere tutti i possessori di siti ad essere maggiormente parchi con i gadget, ma cambiamo il computer oppure facciamo l'abbonamento per la rete più veloce, più veloce, più veloce... Ma neppure ci accorgiamo. Divoreremo tutta la terra senza accorgercene. Il Texas, il nord america, l'Azerbajan sono stati prosciugati dal loro petrolio senza che il consumatore medio ci facesse troppo caso. Anzi, magari differenziava pure la spazzatura ed era iscritto al WWF.

    Detto questo, a molta gente piace viaggiare (ogni riferimento è VOLUTO, DIRETTO e PROVOCATORIO!!!) ma chi prende l'aereo sta bruciando il futuro del pianeta, letteralmente, il consumo pro-capite della materia più importante che abbiamo è spaventoso. Inutile prendere il mezzo pubblico se poi si va a saltare dall'altra parte del mondo, per diporto, fallo pure ma non perdere tempo a parlare di ambiente, sei più dannoso di una cavalletta. Sarà istruttivo ma anche distruttivo.

    Visto che come ben sai sono un bradipo pignolo ho fatto un conteggio banale del mio consumo e ho scoperto che il mio essere vegetariano e non prendere mai l'aereo fa sì che io inquini un parte infima di quello che consuma una qualunque persona che non lo è. Io posso consumare centinaia di sacchetti di carta, buttare via imballaggi a tutta forza, non differenziare mai la spazzatura, fregarmene del piccolo ambientalismo quotidiano, laciare il rubinetto aperto, e comunque avrò consumato meno risorse del pianeta rispetto a chi compra regolarmente carne e vola in aereo. Senza parlare delle barche a motore, quelle proprio sono uno schifo inquinante da disgusto. Però sono cose che piacciono, e vuoi rinunciare forse alle cose che piacciono, e allora accontentiamo i nostri sensi, la nostra voglia di vita, e sporchiamo in guanti bianchi, tanto non ce la si fa a trattenersi, come ai tempi di Noe: mangiavano, bevevano, poi venne il diluvio e se li portò via tutti.

    Sembrerà drammatico, in realtà l'esaurimento delle risorse fossili è inevitabile, ci siamo mangiati tutto, e il consumo di carne è il primo responsabile della produzione di gas, distruzione di terra, deforestazione, inaridimento dei suoli per eccessivo sfruttamento, ma noi non sappiamo fermarci, dobbiamo godere, godere, godere... non è una critica, l'uomo è così, ogni tanto distrugge tutto e quelli che rimangono cercano faticosamente di rimettersi in piedi. Succederà anche stavolta.

    Ti è sembrato che ce l'avessi con te? Io odio i Turisti! :-)

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  12. E i turisti in camper? Io quelli li ammazzerei.

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  13. La vuoi sapere una cosa, in tutta onestà? Quando mi imbatto in blogger o blog che mi dicono come devo consumare o non consumare chiudo subito e passo oltre. Questi moralismi mi lasciano perplessa. Abbiamo fin troppi santoni che predicano bene e razzolano male.

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  14. # Carolina:

    Ognuno a casa sua fa quello che vuole, quando vuole, come vuole e con chi vuole.

    Se quello che scrivo sul mio blog dispiace a qualcuno non mi farò certo carico del suo dispiacere :-)

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