Ci sono due modi per cambiare la nostra vita: uno è cambiare il nostro modo di vivere, la realtà che ci circonda; l'altro è intervenire su quel magico, microscopico, interruttore bioelettrico nascosto nei meandri della nostra mente, che cambia la realtà in un clic.

domenica 4 marzo 2012

Il PREZZO

Oggi vi segnalo un bellissimo post di Elisa Barindelli a cui ho partecipato con un commento, frutto di esperienze personali.


http://www.landroideminimalista.com/2012/02/articolo-una-storiella-letta-su.html


Leggetelo, è davvero illuminante.

Se volete potremo poi commentarlo.

Buona domenica.





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14 commenti:

  1. Purtroppo è così, però non generalizzerei. Ci sono persone che sanno apprezzare, sono poche ma per fortuna sistono.

    Buona serata

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  2. All'università mi hanno insegnato che il prezzo è un'informazione. Non vuol dire solo "quanto costa" ma anche "cosa vale".

    Spesso, forse sempre, alzare il prezzo serve per dare una percezione maggiore di valore.

    E' un messaggio. Non è una critica alle persone, è solo che l'uomo "funziona" così. Quando esercita "capacità critica", in qualche modo, altera il suo "naturale" funzionamento che lo porta in certa direzione.

    Ciao, buona serata I am.

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    1. Credo proprio che ne scriverò un articolo anche sul mio blog. Scusa se ti ho intasato il post..ma hai scritto un articolo che mi ha proprio colpito tanto!

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    2. Sei sempre la benvenuta, tra l'altro la professionista della scrittura sei tu!!!!

      :-)

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    3. Non esagerare! Sono solo una junior!

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  3. Ho letto il post che hai linkato e i commenti, e mi trovo sostanzialmente d'accordo con quello hai scritto. Nella maggior parte dei casi la gente "funziona" davvero così e non credo si tratti di percepire o meno la bellezza se si va di fretta o simili: spesso la gente è felice di pagare tanto per sentire di appartenere ad un ambiente diverso. Coi 100 $ del biglietto del concerto alcuni hanno pagato la musica (e quelli li avresti trovati fermi per strada ad ascoltare Bell e il suo violino e a lasciare "elemosine"), ma molti altri hanno pagato la sala, e la gente attorno, e l'idea di sentirsi più nobili e intelligenti per il fatto di essere andati in quel tipo di ambiente. Invece restare in una metro, in mezzo ad una folla anonima ad ascoltare un suonatore da strada non aggiunge nulla al tuo status e non appaga il tuo bisogno di sentirti meno anonimo del resto della folla...

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    1. Condivido. Senza contare che c'è professionalità dietro questa offerta di esperienza.

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    2. Tra l'altro ti ho condiviso sul Facebook del blog.

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    3. Cavoli grazie, non ero mai entrato nelle condivisioni di Facebook... mmmhhh... un altro po' neanche in Facebook! :-)

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  4. Ho lavorato nel settore dei vini alta gamma e, esattamente come dici tu, la gente non compra succo d'uva fermentato con sapienza, compra tutto quello che gira intorno: locale, cameriere, prestigio, status, etc... Il succo d'uva fermentato bevuto da solo senza che nessuno lo sappia non vale 50,00 € la bottiglia (a meno di essere tra quei pochi, contati, davvero in grado di riconoscere la nobiltà di un vino, ma sono gli stessi che si fermano anche in metro).

    finalmente qualcuno d'accordo con me, lo segno sul calendario!!!

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  5. Proprio oggi mi sono sentita dire che non avrei dovuto chiedere se sarei stata retribuita perché avrei dovuto essere umile, chinare la testa ed essere riconoscente perché la Santa Madre Padrona aveva gentilmente pensato di sfruttarmi, lavorativa mente parlando. Leggo il tuo commento e leggo quando dici che ciò che è gratis non ha valore. Non solo per i prodotti, per le campagne, ma anche il lavoro e l'impegno. Credo che chi pretenda smepre tutto gratis sia incapace di dare valore alle cose e alle persone. Quando invece lo hanno.

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    1. Sì è qualcosa che merita approfondimento, ci sono tanti luoghi comuni travestiti da verità, ma ciò che è gratis alla fine viene disprezzato. All'unviersità si facevano gli esempi dell'acqua e dell'ossigeno, considerati di alcun valore dall'economia classica a causa della loro abbondanza e "gratuità".

      Vedessero oggi i classici cosa si è disposti a pagare per aria pura e acqua non inquinata in molte zone del pianeta!

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  6. Ciao a tutti, discussione molto interessante.
    Grazie del link Exodus, e grazie del commento: è decisamente uno tra quelli che mi hanno fatto più riflettere da quando ho aperto il blog.

    In due parole, ecco la mia teoria sul gratis fino ad ora: cosa si deve pagare e cosa non si dovrebbe mai pagare. Ditemi cosa ne pensate se vi va.

    DA PAGARE: i beni e i cervelli. Gli oggetti prodotti da altri, il software, i concerti, il lavoro, il tempo, le opere dell'ingegno e dell'arte etc.

    DA NON PAGARE: le informazioni non elaborate e i mezzi per ottenerle. Internet, le telefonate, le biblioteche. Un posto dove stare, i servizi indispensabili e quelli non richiesti.

    E vi chiedo anche: se non vivessimo in un mondo dove la musica (non quello che ci sta intorno, proprio solo la musica, anche se magari non di alta qualità) è accessibile a tutti senza pagare, non si sarebbe fermata più gente attorno a Bell?

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  7. # Elisa:

    penso che la musica sia accessibile a tutti, sempre e comunque: magari solo quella della pioggia che batte sul davanzale e su cui i compositori scrivono arie immortali. Però non tutti sanno ascoltarla. Per la musica classica è lo stesso, viene diffusa ovunque. Nell'ex Unione sovietica trasmettevano solo quella!

    Ma le evoluzioni dello spirito non sono DAVVERO per tutti, non tutti vogliono lasciarsi trasportare, in genere si vuole roba semplice, ripetitiva, rimbombante come i tamburi africani o il rock, molto più semplici da riconoscere. Questione di gusti.

    Per il gratis o no: a volte essere pagati significa semplicemente ottenere "rispetto" e "considerazione" per il proprio lavoro; significa che tu stai producendo qualcosa che è stato "richiesto" e quindi viene valorizzato. Come dice la Parola:

    "Non gettate le perle ai porci, affinchè prima non le calpestino e poi si voltino indietro a divorarvi"

    Ovvero, non solo il lavoro non viene premiato (non richiesto) ma poi si è anche dileggiati, accusati, o peggio.

    La gratitudine per me è un ottimo pagamento; l'indifferenza per il lavoro prestato un'amarezza. Non bisogna sbagliare. Si può essere pagati in tanti modi. E anche ri-pagati in molti modi. Il denaro è uno dei modi, è importante, ma spesso non è quello che mi interessa, quanto trovare persone che siano lì quando sarò io ad aver bisogno, e nell'arco di una vita succede di certo.

    Come dice (sempre) la Parola:

    "Uscì il seminatore a seminare, e una parte cadde sulla strada, una parte cadde sulla pietra e una parte cadde sulla buona terra ove fece frutto". Lavoro è anche saper seminare.

    Ciao!

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