Ci sono due modi per cambiare la nostra vita: uno è cambiare il nostro modo di vivere, la realtà che ci circonda; l'altro è intervenire su quel magico, microscopico, interruttore bioelettrico nascosto nei meandri della nostra mente, che cambia la realtà in un clic.

martedì 13 dicembre 2011

ECOFOLLIE 2


Segue dal post "ECOFOLLIE".


DOMANDA = OFFERTA

E’ l'equazione fondamentale dell'economia e non solo. Se comprendo questo comprendo tutto. Questa base viene ignorata dagli stregoni (non addetti ai lavori) che propongono soluzioni magiche, senza alcuna cognizione di quanto delicato e complesso sia in realtà un meccanismo economico.


DOMANDA = OFFERTA, è l'equazione fondamentale in natura.


Tutto tende ad un equilibrio.

Cerco un lavoro: offro la mia candidatura (offerta) laddove so che c'è una richiesta della mia professionalità (domanda).

Cerco un partner: una persona viene corteggiata e in base alle offerte che riceve comprende che certi partner non potrà mai averli per sé (assenza di domanda) e sceglierà tra quelli che hanno proposto una offerta, sceglierà questi ultimi. Si sposa quando domanda e offerta si incontrano.

Leoni e antilopi devono avere una popolazione equilibrata in uno spazio delimitato, se ci sono troppi leoni (eccesso di domanda), le antilopi non basteranno a sfamarli e i leoni migreranno oppure moriranno di fame. Se ci sono troppe antilopi per pochi leoni (eccesso di offerta di carne disponibile) ciò attirerà altri leoni e di nuovo si ristabilirà l'equilibrio tra domanda e offerta di nutrimento disponibile.

Prendo due recipienti comunicanti, riempiti di fluidi, il contenuto dell'uno viene versato nell'altro solo fino a che non si raggiunge un livello di equilibrio, dopo di che, ogni recipiente non potrà più riversare il suo fluido nell'altro recipiente. La domanda di fluido pareggia l'offerta dell'altro recipiente.

Un paese ricco (domanda) viene invaso da popolazioni vicine (offerta) fino a saturarlo. Quando si raggiunge un punto di pareggio tra il benessere dei due paesi l’immigrazione finisce.


E' una legge di natura, valida per l'economia come per tutto il resto.

DOMANDA = OFFERTA.


In un sistema, forze di domanda e offerta si rincorrono fino a raggiungere un punto di equilibrio, qualunque sia.

Io Autorità, capo villaggio, sindaco, Ministro, Conte, Re,  voglio agire per determinare quale deve essere questo livello di equilibrio e cercare di raggiungerlo, con mezzi dati. Altrimenti il punto di equilibrio verrà comunque trovato dalle forze economiche in costante mutamento, ma potrebbe non garantire alcun beneficio alla collettività.

Nel deserto ci sono poca acqua e poche piante. In un lussureggiante giardino, molta acqua e molte piante. Entrambi sono luoghi in equilibrio.


Voglio un giardino o un deserto?

In un certo senso la programmazione economica non è altro che il tentativo di ottenere un giardino e non un deserto.


Quale tipo di piante, dove trovo l’acqua, quale parte della popolazione potrà abbeverarsi a quest’acqua e nutrirsi dei frutti del giardino? Sono tutte domande che devono essere poste o il giardino crescerà selvatico, spesso non adatto alla sopravvivenza umana, alla sua auspicabile prosperità.

Quale tipo di benessere, dove trovo i mezzi, i materiali, quale tipo di approccio culturale, tecnico, monetario, per quante persone, per quale etnia?

Domande scontate? Nient’affatto, è da qui che si parte. L’Autorità si pone come scopo di arricchire tutti o solo alcuni? Tutto il Paese o solo alcune Regioni? In Mozambico si preoccuperà di offrire vaccini e un pasto al giorno alla popolazione, avrà lo stesso obiettivo in uno stato europeo? Proporrà un aumento dell’IVA in Darfur? Oppure una regolamentazione del TFR negli Stati Uniti (dove il TFR non esiste)? Si lotterà per le “finestre” per le pensioni di anzianità in Europa (dove la pensione di anzianità non esiste)?

Si parte dalle domande su ciò che si vuole fare, l’economia è un vero progetto di vita, preso da una persona, un villaggio, una collettività, un mondo intero. Cosa si vuole? Si vuole per tutti le stesse cose?

Eppure, in ogni caso, in ogni paese, in ogni realtà:


L'equazione “DOMANDA = OFFERTA”, anche in Economia,  si realizzerà comunque, che io, Autorità, intervenga o meno.

Perché è un processo naturale


L'equilibrio si raggiunge SEMPRE nel lungo periodo. Come in un gioco, complesso, ciò che devo fare è cercare di portare in alto il punto di equilibrio. Perché?

Perché il punto di equilibrio è la ricchezza totale di cui una collettività può disporre. E’ il Reddito Collettivo, Nazionale, del Villaggio, il PIL, la “torta da spartire”, una speranza per il futuro.


-         Continua

4 commenti:

  1. Ciao Exodus aspetto il seguito della tua analisi che è molto interessante e con l'occasione ti faccio gli auguri di Buone Feste piene di Amore e straripante Felicità

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  2. Eh, magari fosse mia, mi hanno fatto la testa così all'Università!

    Certo che andarsi a studiare un testo di Keynes sarebbe più pesante, anche se infinitamente meglio. Io non vado a rileggerlo perché anche se ne vado matto, non mi serve a niente, i giochi non seguono il buon senso ma il buon soldo!

    Straripante felicità anche a TE!!!!!! :-)

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  3. quasi mi appassiono all'argomento. Io non amo molto la teoria. O meglio, mi piace, ma poi devo vederla applicata, altrimenti restano parole. Quindi adoro quando si fanno esempi pratici. Innanzitutto perché così si ha la certezza che la persona che parla (in questo caso tu) non ha solo ingoiato un libro. Ma che lo ha metabolizzato. Capito. E poi perché a mia volta posso raffigurarmi gli "oggetti" del discorso, non farli restare un nome difficile. Quindi...domanda=offerta. Lo chiede la Natura. E l'equilibrio alla fine arriva. Ma dobbiamo portarlo in alto. Perché è la nostra ricchezza. Procedo eh?

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  4. # Turista tutto l'Anno:

    Già... è una caratteristica dei destro-dominanti (di cui credo tu faccia felicemente parte) non seguire un argomento troppo "teorico", che sembra slegato dalla realtà. Infatti un bambino con queste caratteristiche inizia a studiare solo dopo che gli si è spiegato in che modo le nozioni di base assurde e parziali che gli si stanno impartendo, in realtà servono a fargli scoprire piano piano il quadro globale.

    Se non afferra il senso di quelle nozioni in un quadro più ampio rimarrà svogliato. Se afferra il quadro, esclamerà "ma così è facile!" e si appassionerà allo studio.

    L'Economia è davvero appassionante. Cercherò di dimostrarlo, anche se in termini molto poveri, non specialistici. Ciò che fa abbadonare lo studio è vedere il conflitto tra ciò che si potrebbe fare e la mancanza di buonsenso imperante. O, per meglio dire, la confusione tra il senso "Economico" e il senso "Comune". Ovvero, come al bambino, si dovrebbe raccontare la verità e il perchè delle cose, dei sacrifici, del lavoro, del risparmio, di tutto, inquadrato in un senso più ampio, disegnando ciò che il Paese potrebbe diventare. Poi arriva uno dei soliti guru, ciarlatano, raccoglitore di voti, demagogo, politici a buon mercato, e confonde le idee, spaccia concetti da bottega per nozioni di buona economia.

    E' come se io preparassi elisir e li vendessi come farmaci. Al massimo posso curare una congestione, ma se c'è l'infezione, il mio elisir non curerà niente, anzi il paziente crederà di poter stare meglio e non andrà dal medico e, lentamente, morirà. Ecco, ci siamo bevuti tonnellate di elisir.... E' questo che toglie la bellezza all'Economia, che è un farmaco, vedere che tutti preferiscono l'elisir.

    Ciao!!!

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