Ci sono due modi per cambiare la nostra vita: uno è cambiare il nostro modo di vivere, la realtà che ci circonda; l'altro è intervenire su quel magico, microscopico, interruttore bioelettrico nascosto nei meandri della nostra mente, che cambia la realtà in un clic.

giovedì 26 agosto 2010

L'AZIONE - PARTE QUINTA

















Io sono vivo e voi siete morti.

P. K. Dick


Nei post precedenti abbiamo detto che la scissione Attore – Azione – Fine è un incubo continuo che spinge il cervello in uno stato di decisionalità infinita. L'unico modo per uscirne è riassorbire il processo in un'unica entità vitale. E questa si realizza nel caso di azione “pura”, senza la suddivisione tra attore e azione compiuta, o tra azione e ricerca di un motivo all'azione.

Ma può esistere una tale Azione, senza idee (pensiero) come origine?

Il pensiero ricorre all'esperienza nel processo decisionale, che guida l'azione. E un'azione basata sull'esperienza è limitante: fa costante riferimento al passato, è legata al passato. La stessa azione ne è ostacolata.

Un'azione che non sia frutto di un'idea può dirsi spontanea quando non è soggetta al controllo del processo di pensiero (che si fonda sull'esperienza, la memoria, il passato); ciò significa che l'azione indipendente dall'esperienza è possibile quando la mente non controlla l'azione stessa.

E' quello l'unico stato in cui c'è comprensione: quando la mente, che si fonda sull'esperienza, non guida l'azione. Quando il pensiero, che si fonda sull'esperienza, non forgia l'azione.

E che cos'è l'azione quando non c'è processo di pensiero? Può esistere?

Certamente una tale azione è possibile quando cessa l'idea; e l'idea cessa soltanto quando c'è amore. L'amore non è ricordo, non è esperienza, l'amore non è pensare alla persona che si ama perché in tal caso è semplicemente pensiero.

Non si può pensare all'ardore. Si può pensare alla persona che si ama o a cui si è devoti – partner, ideale, lavoro, sé stessi - ma il pensiero, il simbolo, non è quella realtà che è l'amore.

Quando c'è amore, c'è azione. E quell'azione è liberatoria. Essa non è il risultato di un processo mentale, e non c'è divario fra amore e azione come c'è invece fra idea e azione. L'idea è sempre vecchia, la sua ombra si proietta sul presente costringendoci perennemente a cercare di colmare il divario fra azione e idea. L'amore è sempre nuovo, spesso svincolato dalle forme, una creazione originaria sempre in movimento.

Quando c'è amore - che non è un processo mentale, non è ideazione, non è un'opinione, non è un'idea, non è ricordo, non è il risultato di un'esperienza o di una disciplina praticata - ebbene, quell'amore stesso è azione. E' questa l'unica cosa che porta alla liberazione. Fin quando esistono processi mentali, fin quando l'azione è forgiata da un'idea che è esperienza, non può esserci liberazione; e fin quando quel processo continua, ogni azione è inevitabilmente limitata.

Quando percepiamo la verità di tutto ciò, allora si realizza la qualità dell'amore, che non è un processo mentale e non può essere pensato.

Bisogna essere consapevoli di questo processo totale, di come nascono le idee, di come l'azione scaturisce da esse, e di come le idee controllano l'azione e perciò la limitano, dipendendo dalla sensazione.

Non importa quali siano le idee, politiche, sociali, esistenziali, buone o cattive. Fin tanto che ci aggrappiamo alle idee, siamo in uno stato in cui non può esserci esperienza alcuna. 


Ci limitiamo a vivere nel regno del tempo: nel passato, che continua a produrre sensazioni o nel futuro, che è proiezione in avanti di sensazioni del passato. Soltanto quando la mente è libera dalle idee, ritroviamo noi stessi, nel presente. E la nostra azione diventa fluida, incisiva, naturale, come il neonato che così fragile eppure afferra così saldamente la tua mano. E' la sua azione: energica, pulita, efficiente. Non ha dispersione, non ha conflitto, egli è tutt'uno con la sua azione. Perfetta.

Le cose fatte con amore unificano: l'attore è l'esperienza stessa, vuole esserlo. Il fine si perde, si agisce per amore. Non c'è un fine di Diventare (ottenere). Attore – Azione – Fine si fondono, confondono, riunificano. Ci restituiscono un equilibrio primordiale.

Amare non è un'esperienza, è l'uscita dall'esperienza, la fine della schiavitù.


Amare non ha bisogno di ricambio, è di per sé liberatorio. Il fine ultimo di molte grandi religioni è l'amore. In un modo o nell'altro si arriva sempre lì: l'unica salvezza possibile per la nostra mente.

Amare sé stessi, la propria vita (qualunque sia), la meraviglia della creazione, il proprio corpo, le proprie sofferenze, il proprio (infernale) lavoro, i propri fallimenti, è in ogni caso la miglior opzione. Il miglior investimento. E' l'unica cosa che possa funzionare. Attenzione, non vuol dire che sia facile, realizzabile o che sappiamo come fare. Vuol solo dire che è la migliore strategia. Tutto il resto non sortirà alcun effetto liberatorio. Senza amore, qualunque successo ci farà comunque ricadere nell'eterna sub-angoscia mentale, continua e logorante.


Ama, e fai ciò che vuoi.

Sant'Agostino

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26 commenti:

  1. Bellissimi i cinque post. Non credevo si finisse in quel modo, con l'amore. Bellissimi tutti.

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  2. Wow, ho letto d'un fiato tutte e cinque le parti del post e... devo rileggerle! Però sembra davvero interessante ciò che scrivi, non avevo mai pensato a concentrare l'attezione non "sull'azione", ma su ciò che viene prima, la qualità del pensiero che origina l'azione stessa! Davvero intrigante, proverò!

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  3. Bellissime anche le foto. Hai gusto. Ciao.

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  4. Una bella compilation di post!!
    Complimenti!!

    Mi viene da chiedere cos'è l'amore?
    Chi può affermare che ha provato amore nella sua vita.
    Chi è così sicuro di riuscire a definire quando sta' provando amore e quando passione?
    A vedere l'elenco delle cause di divorzio, dei problemi sul lavoro, degli interventi di mastoplastica, si direbbe che c'è un sacco di gente che crede di saperlo.
    L'ho scritto su una risposta del blog.
    La mente controlla tutto ..... chi controlla la mente?
    Live simply take it easy
    Alberto

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  5. # Alberto:

    quando si parla del sentimento di "amore" in questo senso ("vitale", che accompagna per tutta la vita, ogni giorno) non si intende tanto una relazione "amorosa" con una persona o un oggetto, quanto piuttosto una "forma mentis" (per riprendere quanto ho scritto sul tuo sito). Ovvero: cercare l'amore è la miglior opzione. La più valida ricerca. Migliore della ricerca del consenso, del denaro, del risparmio/investimento, della stessa "libertà" (una libertà priva di amore diverrà senz'altro squallida... a ben pensarci qualunque cosa priva di amore è squallida).

    Ma può essere semplicemente amore per il tragitto che ti costringe a stare un'ora in fila in auto, piuttosto che rabbia. Io per esempio ho imparato ad amare quel momento in quanto l'ho reso gradevole: mi ascolto i Testi Sacri in MP3 ed imparo molto. Dove altro potrei trovare il tempo di fare una cosa che mi piace così tanto. Allo stesso modo, difficile, si può imparare ad amare anche la propria costellazione di fallimenti. Ripeto, non era mia intenzione dimostrare che si debba per forza amare tutti gli aspetti della propria vita, ma che l'equilibrio mentale di cui in passato ci siamo scritti (libertà priva da condizionamenti, etc...) può essere raggiunto davvero solo in una prospettiva di amore per ciò che si è e per ciò che si fa. In quello stadio tu riesci a raggiungere la "naturalezza - verità - te stesso davvero" che in altri momenti sfugge perchè coperto dalle sovrastrutture mentali che ci tengono "vincolati". L'amore libera tutto. Non è detto che si riesca. Ma è la miglior ricerca possibile, l'unica in grado davvero di dare una risposta definitiva.

    Ho anche altre idee in proposito, delle prove di come amore e azione siano assolutamente la stessa cosa, magari un giorno farò un altro post.

    "La mente controlla tutto chi controlla la mente?"

    Ma "mente" esiste o è un'illusione? Non è forse l'Attore che si è staccato dal resto e cerca di governare perchè ha smarrito la strada di casa?

    In realtà la povera mente "governa" o è "governata"?

    Ciao!

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  6. Credo che i temi che tocchi siano molto reali, concreti, senz'altro molti di più di tutte le fesserie che spacciano per verità e "cultura".

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  7. Mamma mia m'è venuto il mal di testa! Capisco che il tema è importante ma hai pensato che noi persone comuni forse vogliamo temi più terra terra? E poi, io credo di aver compreso il tuo discorso, ma vuoi scommettere che lo dimentico tra due giorni? E' bello, certo, ma sembra così... irreale. Ciao, con affetto.

    Sandra

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  8. #Exodus
    Matrix mi sembra di essere in Matrix!!! ...Chi mi dice che non sia così veramente?
    Cos'è la mente è illusione o realtà? Governa o è governata?
    Amore = azione allo stato puro?
    Mi sovviene anche una barzelletta. Un medico rinomato perché non crede alla scaramanzie viene intervistato. il giornalista appena arriva allo studio si accomoda e nota un ferro di cavallo appeso alla parete. Stupito domanda al medico come mai. Lui risponde dicendo "dicono che funzioni anche se non ci credi"!

    Di sicuro l'amore dovrebbe guidare le scelte più importanti di tutte le persone.
    Live simply take it easy

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  9. Beh tanto, più confusi di come ci tiene la TV non possiamo, quindi anche questo post stralunato va bene, anche perchè è interessante :-)

    Hai trattato "l'Azione", adesso che ne dici de "il riposo"???

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  10. Credo anch'io che abbiamo troppe idee per la testa, che siamo poco "reali". E' vero che la nostra azione ne viene limitata, dubbi, paure, ripensamenti, ma si può vivere così? Credo di no, eppure lo facciamo, che tristezza.
    Bello il tuo blog. Un abbraccio.

    Sara

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  11. Mi aggrego anch'io: credo ce ne vorrebbero di più di post così, forse scopriremo che in fondo le risposte sono in noi. Forse però invece di 5 post su di un solo argomento sarebbero meglio 4... o 3??? Però dai, sei bravo, ciao!

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  12. Seguo il tuo blog da quando lo hai aperto e solo ora lascio un mio commento. L'argomento che hai trattato in questi 5 post mi intriga molto. Ci lavoro sopra da anni e ho capito quello che intendi trasmettere. Mi chiedo però, nel momento in cui concludi il cerchio, dando la definizione di "amore", non ricomincia nuovamente il ciclo? Nel momento in cui metti un etichetta, l'attore si stacca dall'azione ... l'attore rimane un attimo prima.
    Bellissimi questi 5 post, grazie per averli condivisi.

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  13. Ciao Emanuela,

    il difficile di parlare di cose come questa è che prima devi averle sperimentate. E non tutti hanno avuto la fortuna di sperimentarle. Quindi devo trasmettere un'esperienza con un linguaggio che è per forza di cose vincolato, cerebrale, verbale.

    In realtà è tutto molto semplice, basta appena lasciarsi andare un po'. Però nella nostra cultura lasciarsi andare è sintomo di fallimento. Me misero, ogni volta che cerco di comunicare scopro che qualcuno ha costruito un muro culturale!

    L'amore non è frutto di un'esperienza, ma è un'esperienza in atto. Non parlo solo della passione, ma dell'amore quotidiano per tutte le cose della vita. Più cose amiamo, più siamo integrati. Non programmiamo ma agiamo; non desideriamo ma sperimentiamo; non controlliamo ma ci lasciamo andare. Ci lasciamo andare al flusso della vita, e, per quanto strano sembri, il flusso va sempre in una direzione, spetta a noi scegliere come navigarlo. Nell'atto di amare noi siamo liberi e l'Attore non si è ancora scisso dall'Azione, sono uno. Il Fine non è ancora apparso.

    Però è vero: nel momento stesso in cui cerchi di spiegarlo sei costretto a mettere l'etichetta Amore, e a quel punto hai creato la scissione. Ma questo avviene perchè sto cercando di comunicarlo con un mezzo limitato come può essere la scrittura. E di concettualizzarlo. E' inevitabile. Credo infatti che l'amore non sia una descrizione. E' come se ti parlassi di un meraviglioso paese e tu andassi a visitarlo. Io posso descriverlo, ma non sarà l'esperienza di visitarlo. L'esperienza sarà la tua che andrai lì. Parlando di amore ho ricreato la scissione. Ma se tu vivi quel tipo di esperienza, non hai bisogno di ancorarti alle mie parole, ma al tuo istinto, alla tua naturalezza. E potrai vivere quel momento in misura completa, senza lasciarti fuorviare dalle parole, che, in fondo, sono un'indicazione stradale, ma non sono la strada.

    Spero di essere stato abbastanza complicato. Sai, questo tipo di ricerca è valida solo quando con fatica si cerca da sè. E' come il Graal, l'esperienza è più cercarlo che trovarlo. Perchè quando cerchi, anche se non lo sai, hai già trovato. Quando hai trovato senza ricerca, allora non c'è niente per te. Non so perchè, ma è così. Chi ha stabilito le regole sapeva il fatto suo ed è anche un mago: le cose appaiono e scompaiono a secondo degli occhi di chi guarda.

    Ciao!

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  14. Bellissimo post Exo, e anche le tue risposte sono sempre interessanti.

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  15. L'Attore non scisso dall'Azione, e il Fine non apparso, sono solo una maniera diversa di esprimere il concetto di VIA tipico delle filosofie e delle religioni orientali. Con questo NON VOGLIO assolutamente sminuire quello che hai scritto, Exo, ANZI! E` stata una lettura interessantissima, complimenti, e per giunta scrivi molto bene, a mio umile parere. E condivido tutto. Voglio solo dire che il concetto e` proprio quello di VIA. L'illuminazione si raggiunge percorrendo la VIA, non mirando a un FINE (e gia` il vocabolo "raggiunge" e` scorretto). Il mirare all'assenza di dualismo, all'assenza di dicotomia non si applica solo a Attore e Azione, ma a tutto. Sei un taoista, Exo! :-)
    D'altronde il nostro universo E` taoista, basta pensare al principio di indeterminazione di Heisemberg! Dovremmo tutti leggere il meraviglioso "Il Tao della Fisica" di Fritjof Capra. Applicare e perseguire il concetto di VIA nell'amore tra esseri umani e` poi la cosa piu` fantastica che si possa fare, sempre a mio parere. Non si deve mirare a niente, si vive l'AMORE IN SE` con tutto se` stessi. Come si diceva ai primordi di Internet: just my 2 cents. Nick

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  16. "Perchè quando cerchi, anche se non lo sai, hai già trovato."

    Questa mi ricorda Pascal: "Non mi cercheresti, se non mi avessi gia` trovato".

    Ancora complimenti

    Nick

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  17. Ciao Nick,

    devo essere un taoista mio malgrado...

    in realtà, per quanto riguarda la "via", senti la bellissima definizione che il mio vero idolo e modello, colui che più ammiro e cerco di comprendere (per quanto possibile) diede di sé duemila anni fa: "Io sono la Via, la Verità e la Vita". OK, era anche lui un orientale, solo che ce lo dimentichiamo. Prima di tutto era una strada, un modello, un percorso, una sintesi di tutto.

    E' impossibile conoscere tutto, sapere tutto, vedere tutto, comprendere tutto. A meno che... A meno che Dio non riesca a creare una sintesi di tutto e riporla in una forma conosciuta, una via di comunicazione che non spaventi l'uomo con cui Egli vuole parlare: un altro uomo. Una incarnazione che è in realtà la sintesi di tutto ciò che è, è stato e mai sarà. La fine della ricerca. Una Via che è la risposta a tutto, ma in termini comprensibili, affinchè non si rimanga sopraffatti dalla enormità e non si rinunci. Ecco. Una Via che può essere percorsa ma che al tempo stesso possa essere attraversata, navigata, in cui ci si possa perdere e ritrovare, morire e rivivere, abbandonare e a cui ritornare. Beh... ho molti interessi e li sto abbandonando tutti. Non è una perdita, è solo che comprendo che l'enciclopedia vera, tutto le risposte si trovano in questa "Via". In quest'uomo che è sintesi di tutto. E che si scopre a poco a poco.

    Beh, la mia Via è questa... nel post in realtà volevo solo parlare dell'Azione, che è solo un piccolo segmento del tutto. In realtà sperimento ogni giorno quanto un'azione priva di dubbi, idee, aspettative, sia efficiente, formidabile, e anche... rilassante. Spero di continuare.

    Per quanto riguarda l'amore, allego un estratto che ho scritto in ambito diverso, ma rispecchia abbastanza quello che ho sperimentato finora:

    "capirai cos'è l'amore. Beh, ancora non lo sai, è certo. Puoi averne avuto una fugace visione, aver sentito il cuore impazzire e ingigantirsi, battere e battere e comprendere di non volerlo più fermare, meravigliarti che non esploda in quel corpo divenuto troppo piccolo per poterlo contenere. Potrai aver sentito le tue carni fremere, le mani tremare, le ginocchia cedere, il respiro smorzarsi; la lingua incantarsi e gli occhi riversare torrenti di lacrime che non vorresti più fermare. Ma l'amore è di più, e non puoi saperlo perché il tuo stesso corpo è inadatto a contenerlo, se non in piccoli, minuscoli, irrilevanti grani. Solo la comunione in Dio può farti partecipare all'amore, ma solo perché Egli entra in te, altrimenti la forza di amore, se tu fossi da solo, strazierebbe ogni fibra del tuo essere fino a disperderlo in infiniti atomi sperduti nel nulla. Si perché cos'è l'amore? L'amore è la forza che da vita all'universo, che genera le galassie;; è il creato che si muove, si espande, si contrae, si arrotola su se stesso per poi dispiegarsi verso nuovi spazi grazie all'amore. E' la sorgente da cui scaturisce ogni cosa, amore per la vita, la creazione, l'uomo. Tutto è creato grazie all'amore e se non ci fosse amore niente sarebbe stato creato, perché ciò che è creato viene creato solo per amore della cosa creata. Non crei ciò che non ami. Alla base della creazione c'è sempre un finale atto di amore. E come farai a conoscere questa sì devastante forza? Semplice. Ne farai parte. Finalmente saprai.”

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  18. Ehi Nick, ma la frase da te citata, non era di Sant'Agostino?

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  19. Davvero bello Exo, complimenti. Continua.....

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  20. Sai che ho provato a mettere in atto quello che hai scritto circa il pensare meno e mi accorgo che è vero: troppi pensieri = azione di <>; pochi pensieri = azione assolutamente non peggiore di prima, sicuramente più <> e rilassata. In ogni caso vedo che pensare meno non pregiudica affatto l'azione, anzi! certo, prima di arrivare a non pensare ce ne corre! Non sono io che cerco i pensieri, sono loro m'inseguono e sono tutte preoccupazioni!

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  21. Scusate, rimando il commento, è uscito "strano",ho usato caratteri sbagliati. Ciao!

    Sai che ho provato a mettere in atto quello che hai scritto circa il pensare meno e mi accorgo che è vero: troppi pensieri = azione di "cattiva qualità"; pochi pensieri = azione assolutamente non peggiore di prima, sicuramente più "limpida" e rilassata. In ogni caso vedo che pensare meno non pregiudica affatto l'azione, anzi! certo, prima di arrivare a non pensare ce ne corre! Non sono io che cerco i pensieri, sono loro m'inseguono e sono tutte preoccupazioni!

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  22. Ciao a tutti, credo siano proprio gran bei post che fanno riflettere e devo dire che ho visto poco di simile in rete. Complimenti Exo, hai avuto coraggio a scrivere così tanto, di solito trovo solo cose come: "i dieci metodi per arrivare alla pace", "i quindici sistemi per essere produttivi", "i ventiquattro modi per essere...". E dico basta, no? Cos'è il calendario? Almeno tu sviluppi un ragionamento, a volte mi sembra di essere in un bazar con un'etichetta attaccata su tutto! Ciao a tutti!!

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  23. Io ho la testa che scoppia di routine, speriamo che discussioni come questa possano darmi una mano!!!! :-)

    Ciao a tutti.

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  24. > Ehi Nick, ma la frase da te citata,
    > non era di Sant'Agostino?

    Magari si`, sono andato a memoria e non ho controllato. Se cosi` fosse, chiedo venia, la mia memoria non e` piu` quella di un tempo!

    :-)

    Nick

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  25. > "Io sono la Via, la Verità e la Vita"
    >

    Si`, molti ritengono che questa frase di Giovanni sia forse tra le cose piu` non-dicotomiche che siamo mai state scritte. Non si puo` non essere d'accordo.

    > E' impossibile conoscere tutto, sapere
    > tutto, vedere tutto, comprendere tutto.
    >

    OK, ma dove sta il problema? Questo e` il centro
    di un approccio alla realta` laico e basato sul metodo scientifico. Quanto di piu` taoista si possa immaginare. Quanto piu` VIA si possa immaginare.

    Mi dispiace Exo, ho il massimo rispetto per chi e` credente, e ho ancora piu` rispetto per chi e` credente con passione, come mi pare traspaia da quello che scrivi. Oltretutto e` raro trovare chi scriva della propria fede in maniera personale, non banale e non allineata. Ma io sono ateo. Non solo sono ateo, ma credo che non ci sia nulla di piu` dicotomico e dualista del riferire tutto ad un Dio. Oltre ad essere molto piu` "facile" che rispondere solo al proprio libero pensiero. Ma inizierei discorsi senza fine. Preferisco rinnovare i miei complimenti e la mia sincera ammirazione per quello che hai scritto.

    Nick

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  26. Ciao Nick,

    ti ho scritto in privato, ma non ho la tua mail, e non so se il gestore inoltra... Quindi scrivo sul blog.....

    Io ho appena finito di leggere "Il gene egoista" del campione iperlaico direi Richard Dawkins. Ho trovato lo stesso punto debole in tutto i discorsi atei che finora ho sentito: si finisce sempre col sostituire Dio con un altro dio. Solo che questo è la propria visione della "nascita dell'universo e della vita"... come casualità naturalmente, alla rinfusa dopo miliardi di tentativi se ne azzecca uno che miracolosamente, da materia inerte e priva di volontà crea creature (noi) che in fondo abbiamo una volontà. Ma dio è il caso. L'imperfetto e inconsapevole che crea creature invece consapevoli. Il "gene replicatore" di Dawkins poi è semplicemente una ipotesi da fantasy: un gene in un brodo primordiale che ad un certo punto, invece di nascere e morire per caso, comincia a creare copie (tendenzialmente identiche) di sè stesso, rendendosi immortale (attraverso la replicazione continua, ergo la procreazione).

    La parte relativa all'etologia, invece, è davvero interessante.

    Io ho il massimo rispetto per gli atei, anche perchè Dio è un essere molto creativo e decide lui come, quando e a chi manifestarsi. Io, nella mia esperienza di vita, posso assicurarti che riferire tutto a Dio è la cosa più bella che ci possa essere nella vita. Quando hai fatto questo cessi di porti domande e hai le risposte. Che, attenzione, possono anche non piacere, quindi devi decidere se accettarle o rifiutarle. E la vita in fondo è questa: la puoi accettare o rifiutare.

    Per "rispondere al proprio pensiero" lo tradirei proprio se nascondessi quello che sono. Il mio pensiero ho deciso di appaltarlo a qualcuno che ne sa più di me, (anche se faccio di continuo i controlli per vedere se ci guadagno o ci rimetto, lo confesso, finora è andata bene). Credo sia molto più facile, ma anche utile e creativo in quanto... penso che sia un errore rispondere ai miliardi di liberi pensieri che girano per le miliarde di teste in giro per il mondo, ognuno diverso dall'altro, come ho già scritto nel blog, divergenti, convergenti, altalenanti, sovrapponenti, prevaricanti, variabili, di cortissima memoria, spesso di scarsissima qualità (come possono esserlo i pensieri umani, troppo umani, in fondo). Penso che la bontà di uan azione dovrebbe essere valutata dalla sua efficacia/efficienza, capacità di produrre qualcosa di realmente bello, vitale, significativo, incisivo, etc... E Dio in questo è il massimo, secondo la mia esperienza. Tutte le altre opzioni sono solo uno spreco di tempo e risorse, soprattutto nervose. Dio è anche una scommessa, certo (Pascal), ma finora ha dato ottimi frutti.

    Penso di essere proprio un talebano, anche se distinguo con forza tra Dio e tutti gli atteggiamenti delle varie chiese, che, anche quando sono in buona fede cercano solo di controllare l'incontrollabile: il cuore dell'uomo nel migliore dei casi, la sua mente in quello peggiore. Ma che importanza ha, alla fine la vita è così bella, e alla fine, non conta ciò che penso io (che stress!!!), ma per me, quanto sono vicino a Dio.

    Ti ringrazio per i commenti, a volte ho l'impressione che gli altri che li lasciano siano i miei parenti ed amici che lo fanno per farmi contento!!!

    Ciao!!!

    EXO

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