Ci sono due modi per cambiare la nostra vita: uno è cambiare il nostro modo di vivere, la realtà che ci circonda; l'altro è intervenire su quel magico, microscopico, interruttore bioelettrico nascosto nei meandri della nostra mente, che cambia la realtà in un clic.

mercoledì 26 dicembre 2012

NATALE FELICE


il mio gatto è felice. Lo vedo da come si muove, dalle smorfie che fa, da come si stiracchia. Guardandolo sono felice anch'io. Guardo chi è felice e mi rendo felice anch'io. Il mio gatto non ha tanto, solo casa e un pezzo di giardino in cui gli permetto di andare ogni tanto ma sotto controllo. Ma il mio gatto è felice. Gli ho fatto alcune foto, le ho portate a gente che di gatti ne ha e mi dicono che sembra che sorrida, si vede quando un gatto è felice. In effetti ho visto alcune foto di gatti che cercavano un padrone e la loro infelicità risalta evidente.

Il mio gatto è felice credo soprattutto perché è sicuro. Sa di essere amato. Il cibo non gli manca, anche se non gli permetto di sbafare a volontà perché gli farebbe male. L'altra gattina la tengo pure a dieta. Ma c'è qualcosa che va oltre tutte queste limitazioni, inclusa la castità forzata: questo è il loro mondo e si sentono protetti. Non conoscono altro. 

La gattina non uscirebbe comunque di casa per via del suo carattere tranquillo e riservato, il maschio se esce non torna più. Però adesso è felice. Se lo tengo con me e gli permetto di uscire solo nei dintorni rimarrà così. Limitato ma felice.

Gli uomini pensano sia meglio conoscere tanto, vedere tanto, desiderare tanto, aspirare a tanto. Non posso contraddirli. A me non interessa, ho visto già troppo, però non posso di certo criticare i loro desideri. Stare bene dove ci si trova, in fondo, è un precetto universale ma appartiene ai monaci, a gente che ha scelto una strada in via definitiva, a gente che ha trovato la propria strada. Io mi sento proprio un monaco allora. Però, guardando il mio gatto, guardando la mia vita, tra le mura del mio chiostro senza monastero, mi sento felice. Altri però si sentirebbero perduti, carcerati, oppressi, tutto ma non sereni, non felici.

Nulla da dire, ognuno ha "il suo cielo". E sentirsi felici è Grazia. E' anche accettazione, che non è affatto "accontentarsi". La differenza sta in questo: chi si è accontentato cerca ancora, chi ha accettato riesce a dire "no grazie". Il mio gatto dorme accanto a me ed è felice. Si potrà dire che non è un essere umano e forse a questo punto neppure io lo sono, dato che mi sento come lui. Ma io mi sento praticamente come tutta la gente che incontro, per questo taglio fuori tutti i rompiballe e i negativi, non voglio sentirli né vederli, mi rendono infelice. I miei gatti invece mi rendono felice.

Una delle caratteristiche di questa pace, di questa fine della ricerca è, appunto, il disinteresse per molte cose una volta che ho compreso che non portano alcuna felicità, né sapienza, né salvezza, né altro, solo chiacchiericcio. Via giornali, blog, internet, TV. Non tutto, ma solo poche cose che reputo davvero belle. Non sarò mai uno importante; uno importante non si arresta mai, cerca sempre, coinvolge sempre, vuole sapere sempre, è curioso sempre. Sono solo uno a cui interessano poche cose, e solo quelle che ho scelto. Sembra un anti-ricetta, la ricetta del perdente agli occhi del mondo, quello destinato a rimanere solo, povero, ininfluente e infelice. 

Il mondo è 10% sostanza e 90% teatro. La chiamano anche "comunicazione", ma è sempre teatro. O chiacchera, o... insomma è un 90% utile se sei un bravo attore o se hai voglia di recitare, ma se non ne hai voglia, o se non sei un bravo attore sul palcoscenico della vita, allora diventa probabilmente una perdita di tempo, vita, denaro, tutto.... 

Mi fermo alla sostanza, taglio il 90% che non mi serve e... strano, non è cambiato niente. Anzi, divento più affascinante. Non lo dico io, me lo dicono. Forse è così strano trovare uno che non prova a recitare che poi tutti vogliono sapere perché, scoprire chissà quale mistero si cela dietro ad una persona che rimane felice, è poco interessata, non ha bisogno del palcoscenico, rifugge dalle luci. Credo sia una cosa davvero rara, e le cose rare vengono sempre ricercate da un'umanità curiosa.

Ho due gatti, dormono accanto a me e mi riempiono di pace in un natale che per me è tra i più belli ed intensi di sempre.

Buon Natale anche a Voi.

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18 commenti:

  1. Secondo me ognuno è libero di fare quello che vuole... tu sei nel momento di felicità chiuso nel tuo monastero? Fallo, sii felice per questo!
    Io sto esplorando un altro mondo e sono felice!

    Chi ha detto che bisogna fare le stesse cose per essere felici? Se qualcuno lo ha fatto.. non ha capito nulla!!
    Continua così Exo e sii felice,così come lo sono pure io!

    Un abbraccio di tanta serenità!!

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    1. Ciao Sara,

      in effetti sto seguendo il tuo reportage e il PC non riesce neppure a caricare tutte le foto che hai inserito!!! :-(

      In effetti è come dici, siamo tutti diversi, non esistono ricette, se qualcuno le propone è come l'imbonitore delle fiere di una volta che proponeva elisir che guarivano tutti i mali. Purtroppo ognuno deve percorrere la sua strada, capirà da solo se è quella giusta.

      Ciao, bello il mondo che esplori, ma mi sembra troppo bello per essere vero, non è che hai l'occhio troppo turistico????

      Ciao!!!!!!

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    2. Tutto può essere Exo! La cosa che mi da da pensare è che, sia nella mia esperienza brasiliana,(due Anni) che quella dominicana,(due anni anche la) l'impatto non è stato così bello! Fin da subito questo paese mi ha trasmesso pace, cosa che non è successo da altre parti. Quando i miei connazionali mi dicevano che si erano innamorati del posto io non riuscivo a capire come fosse possibile, ma ora che è successo a me, li capisco! Io penso che ci son dei posti che sono adatti a noi e altri dove non percepiamo l'armonia. Il bello e il brutto son talmente relativi che sono arrivata a pensare che non esistano!

      Sono comunque pienamente consapevole che la meraviglia con cui vedo le cose perderebbe smalto nel quotidiano.. ma ora mi godo la magia della scoperta, utilmente, dopo tanto ritiro spirituale ne sentivo davvero il bisogno!
      :-)
      A presto!

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    3. Sono posti che non ho mai frequentato, ma non sarà che l'Australia, essendo più ricca degli altri due paesi che hai citato, investe proprio sugli aspetti che hai visto? Come un giardino ben curato insomma. Sai, spesso il denaro rende esteticamente piacevole la vita.

      Per parte mia se mi date una bella giornata di sole e gente non invadente ho già percorso molta strada per stare tranquillo.

      Ciao, buona giornata!!!!

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  2. "per questo taglio fuori tutti i rompiballe e i negativi, non voglio sentirli né vederli, mi rendono infelice."
    Ci sto provando anche io, a volte ci riesco. Come fare però se all'interno di un gruppo che non intendi più frequentare(che può essere anche una famiglia) c'è almeno una persona a cui tieni. Rinunciare anche a quella?
    Come si riesce a selezionare così "chirurgicamente" il buono dal meno buono? Non dovevamo convivere con il grano e la gramigna? Certo questo vuol dire fare buon viso a cattivo gioco, mandar giù tanti aspetti che vorresti al contrario scrollarti di dosso, per sempre.
    Abbandonare tizio però farebbe soffrire caio che non lo merita. Vale la sofferenza di altri la nostra liberazione dai "rompiballe e dai negativi"?
    Ciao Exodus, buon Natale anche a te. Renato

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    1. Ciao Renato:

      Cosa faceva Gesù quando si avvicinavano i farisei? Fa lo stesso e riuscirai. Ah... dimenticavo... può farlo solo chi ha una speranza di vita eterna, fede insomma, perché i farisei hanno il brutto vizio di crocifiggere la gente, quindi per affrontarli occorre carattere e sicurezza. Ed essere disposti a correre rischi enormi. Purtroppo questo non è un mondo per deboli di cuore, e non saprei come altro affrontare la questione.

      Ciao e buon proseguimento natalizio.

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    2. "In effetti è come dici, siamo tutti diversi, non esistono ricette, se qualcuno le propone è come l'imbonitore delle fiere di una volta che proponeva elisir che guarivano tutti i mali. Purtroppo ognuno deve percorrere la sua strada, capirà da solo se è quella giusta."

      No comment.

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  3. Buon natale a te che sembri un miscuglio di zen e di poetico !! Comunque hai un atteggiamento che mi piace sopratutto verso le persone negative, pessimiste ed altro, e anche verso il mondo ma m'ìncuriosisce sapere quanti anni hai per avere questa comprensione del mondo ? Sei un giovane saggio o...?

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    1. Ciao,

      sono nato vecchio, come Lao-Tzu, ero come adesso fino ai diciannove anni, poi hanno fatto di tutto per farmi "ringiovanire" riempiendomi la testa con le bellezze del mondo e ci ho creduto. Quando ho fatto abbastanza esperienza ho compreso che ero molto più felice prima, da ragazzo, con le idee che ho adesso più o meno, ma oggi temprato dal fuoco dell'esperienza e dal fallimento di tali esperienze.

      Adesso ho 42 anni, i capelli lunghi, mi sono appena fatto la barba di sette giorni, mi dicono che sembro molto più giovane ma che farei meglio a dare un taglio ai capelli. Giammai! Voglio apparire vecchio! Questo non è un paese per giovani!

      Ad un mio amico di sessanta anni e ormai in pensione da diverso tempo ho detto di prepararsi: tra vent'anni potrà entrare in politica.

      La saggezza non viene con l'età, quella è la prudenza, la saggezza arriva nel grembo della propria madre, come il colore degli occhi o l'altezza. Infatti mi piace citare Lao-Tzu, "il vecchio" perché nacque che aveva già ottant'anni, aveva meditato tutto quel tempo prima di nascere, chissà che fatica sua madre.

      Anche per quello scelgo con cura i rapporti con le persone e il tipo di rapporto: molte cose sono innate, in base a ciò che cerchi e a come vuoi che sia la tua vita devi scegliere il tipo di rapporto, non si può nuotare felici circondati dagli squali, e se uno si addormenta con un serpente vicino non dovrà meravigliarsi se viene morso. Forse per questo la gente è così tesa: non dorme mai per timore di sorprese!!!

      Ho consigliato il tuo blog ad alcuni amici che hanno bisogno di studiare il francese, un francese semplice ma corretto, la tua è un'opera sociale! Aiuta anche me a non fare arrugginire il mio!!!!

      Ciao e buone vacanze!!!!

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  4. Caspita !! In questo mondo di squalo, più che saggio bisogna essere svegli ma prendere le distanze da certe persone è forse meglio ! Comunque mi ha fatto sorridere la tua risposta perchè malgrado tutto la tua risposta da giovane vecchio ha un che di giovanile. Tieniti la tua barba lunga, i tuoi capelli lunghi e il tuo bel modo di vedere.
    In effetti si può essere vecchio e imbecille e la saggezza non è dunque per tutti.
    Troppo onore per il mio piccolo blog venire considerato opera sociale !! Grazie per il passa parola, e il tuo francese è di un buon livello !
    Ciao a te zen

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    1. Beh, grazie, sai i primi dieci anni di vita li ho vissuti a Parigi, oggi è lo scritto che mi frega, devo controllare prima di rilasciare e qualche errore lo trovo sempre. Succede quando pronuncie simili possono essere scritte in modo diverso, in italiano invece cambia la pronuncia quindi sai come scrivere. Singolare e plurale, a volte maschiele e femminile in francese si pronunciano allo stesso modo, devo proprio ragionarci prima di scrivere. Manca pure l'allenamento purtroppo.

      Ciao.

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  5. Ho incontrato molte persone felici. Sembravano felici nonostante i propri limiti, quelli imposti da se stessi e quelli imposti dalla società. Magari non erano realmente felici. Ma di sicuro a me sembravano più felici di quanto lo fossi io, che invece facevo fatica ad accettare i miei di limiti. Non che volessi diventare chissà chi o fare chissà cosa, ma l'idea che una tale strada mi fosse proibita, o un possibile futuro mi fosse impedito, non riuscivo ad accettarla. E allora giù a studiare, a leggere, a informarmi, a cercare di imparare qualsiasi cosa... Ma era impossibile, i limiti si spostavano appena più in là. La corsa era inutile. La felicità impossibile. E loro lì, contenti del loro divano, del loro appartamento o del loro piccolo giardino oltre il quale non vanno. Oggi sto cercando di imparare ad accontentarmi, anche se a volte mi distraggo e ricomincio a sognare, sognare di essere ancora in corsa, di avere un futuro diverso e interessante, libero e felice. Non riuscirò mai ad arrendermi del tutto. Anche se questo potrebbe costarmi la felicità.

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  6. Ciao,

    è inutile guardare la felicità degli altri, basta una ghiandola del corpo che rilasci appena più o meno endorfine e la felicità di quella persona diventa irraggiungibile, qualunque cosa si possa fare, avere o scoprire. L'unico modo sarebbe un elettrodo impiantato nel cervello che stimoli la produzione di quel secreto che ci fa sentire felici. Infatti le cavie da laboratorio a cui lo fanno passano il tempo a schiacciare il tasto che attiva il rilascio, senza fare null'altro.

    Guardare la felicità degli altri è quindi assurdo perché nel senso che ho detto prima la felicità è un dono di dio, sta proprio nel modo in cui viene costruito il corpo. Finché si guardano gli altri si è battuti, sempre. Perché hanno e avranno sempre di più, ma anche coloro che hanno sempre di meno non ci appagano perché alla fine tendiamo a confrontarci sempre coi primi, e mai con gli ultimi.

    Se si vuol gettare la propria esistenza in maniera inutile, basta concentrarsi sulla felicità degli altri. E' come giocare a bridge che non conosciamo mentre noi invece siamo campioni di canasta. A canasta dobbiamo giocare allora, mai a bridge. Mai a bridge se non sapendo che stiamo giocando per perdere e l'abbiamo già accettato, come quando a natale si gioca coi bambini tanto per perdere e farli felici. Ma se si vuole ottenere qualcosa dalla propria vita occorre stare lontano dal bridge, non guardare il gioco degli altri.

    L'ho imparato con fatica ma mi fermo qui, si potrebbero scrivere enciclopedie sul modo di vincere sempre quando non si gioca al gioco di altri.

    Se non si guarda il gioco (felicità) degli altri si può perfezionare il proprio gioco (propria personale felicità) in modi che non credevamo possibile e con un abbondanza di tempo che ci stupirà. Garantito. Il problema è che noi vogliamo giocare a Bridge, gioco di altri, che va per la maggiore. E perderemo sempre, staremo in fila e alla fine non si è mai felice. E, cosa ancora più triste, a forza di seguire il gioco di altri il nostro gioco di Canasta non sarà mai ciò che sarebbe potuto essere... un gioco che ci rende felici.

    Oggi mi sento un po' maestro spirituale :-)

    Ciao!!!

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  7. Buona sera Exodus, qualche giorno fa avevo letto questo tuo post ed avevo iniziato a scrivere una risposta...
    poi però mi è venuta voglia di espandere ciò che sentivo di scrivere così ho creato un post sul mio blog...
    ho citato questa tua pagina perché è da qui che ha preso vita il mio scritto: Grazie MilleMille :)

    se ciò non ti fa piacere avvisami che cancello il tuo link...

    Chiara

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    1. Cavoli, essere citati è un onore!

      Ciao, buona giornata, passo a guardare il tuo articolo, ciao.

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    2. Hemm... mi alleghi il link del tuo post? Non lo trovo... :-)

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    3. Ciao, non avevo messo il link, eccolo qui a seguire:
      http://miostilelibero.com/2013/02/22/la-felicita/

      Grazie!
      Sia Serena la Tua Giornata...

      Chiara

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  8. Ciao, nn avevo messo il link, eccolo qui a seguire:
    http://miostilelibero.com/2013/02/22/la-felicita/

    Grazie!
    Sia Serena la Tua Giornata!

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