Ci sono due modi per cambiare la nostra vita: uno è cambiare il nostro modo di vivere, la realtà che ci circonda; l'altro è intervenire su quel magico, microscopico, interruttore bioelettrico nascosto nei meandri della nostra mente, che cambia la realtà in un clic.

mercoledì 4 maggio 2011

NON-OBIETTIVI - PARTE SECONDA




"Tenete le mani aperte, tutta la sabbia del deserto passerà nelle vostre mani.

Chiudete le mani, non otterrete che qualche granello di sabbia."

Dogen


Distinguo l’obiettivo specifico e strategico.

Specifico è  quello che voglio ottenere: tanti soldi, una bella moglie, una famiglia, un bel corpo, la guarigione, la santità. Strategico è il passo necessario per ottenere l’obiettivo specifico, in cui lo scompongo.

Se desidero tanti soldi obiettivo strategico sarà una laurea, un master, entrare in una ricca multinazionale, fare carriera. Ognuno di questi è un obiettivo strategico, vuoto in sé, che mi porta all’obiettivo finale, specifico.

Se desidero un bel corpo, sarà mangiare sano, la palestra, la sauna, bicicletta.  Se desidero la guarigione sarà la visita dal medico, dallo specialista, secondo specialista, intervento, degenza, riabilitazione. E così via. Tanti piccoli obiettivi strategici raggiunti costruiscono un obiettivo specifico.


"L'uomo più felice è colui che non vuole cambiare il proprio stato."

Émilie Châtelet


Gli obiettivi che mi sono proposto in questo gioco sono chiaramente strategici. In sé non significano nulla. Devono essere inquadrati in qualcos’altro che li ricomprenda e gli dia un senso. In realtà io non ho obiettivi. Il mio obiettivo reale non è nell’andare oltre, fare qualcosa in più. No, quello che cerco davvero è vivere la quotidianità.


La routine rappresenta il 90-95% della mia vita.


Credo rappresenti la vita di chiunque. Alcuni dicono di esserne liberi. Beh, credo che un terzo della giornata dormano. Routine. Almeno due-tre ore per alimentarsi trascorrono. Routine. Poi altre cose che non scriverò, ma riguardano i bisogni del corpo. Routine. Credo siano soggetti ad ansie, paure, preoccupazioni, doveri familiari, doveri sociali, malattie, mal di testa. Routine. Credo che anche loro soffrano. Routine. E credo che svolgano un qualche tipo di lavoro. Che anch’esso, nel tempo, diverrà routine. Io credo che in quest’ottica tutti viviamo di routine.


“Il genio è uno per cento ispirazione e il novantanove per cento traspirazione.”

Thomas alva edison


Ecco, la routine è la parte che mi interessa, quel 90-95% della vita. Perché? Perché preferisco occuparmi del 95% piuttosto che del 5% rimanente. Voglio amare la mia routine. Investo su di essa. Voglio immergermi nella vita di tutti i giorni ed apprezzarla. I miei piccoli obiettivi saranno quindi rivolti a farmi amare quel 95%.


Se vivo bene la routine il tempo libero sarà splendido, e creativo.


Se la vivo male, la parte rimanente somiglierà ad un sanatorio in cui piombo per farmi curare. Non voglio sfuggire la routine, voglio immergermi in essa. Dicono sia impossibile. Per chi non lo ha mai sperimentato, lo è.

Abbiamo deciso di proporre tre obiettivi, i miei sembreranno banali. Se solo riuscissi a conseguire i miei banali e strategici obiettivi! Nel prossimo post presenterò il primo. Riguarda il lavoro.


“Una vita semplice è una vita di perfezione che sembra incompleta e di pienezza che sembra vuota.”

Bruce Lee

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4 commenti:

  1. Mmm.. la distinzione tra routine e tram tram è sottile ma significativa. La routine è positiva. Il tram tram no. Per routine intendo le azioni che fai abitualmente e che rappresentano una piacevole routine della giornata alzarti, lavarti, fare la colazione ecc... Il tram tram è differente assume quella sfumatura di odiosa ripetizione che devi affrontare durante la giornata. Quindi una buona routine è positiva. Prima di essere spostato dalla sede lavorativa di Monza a quella di Pero mi sparavo sti 60 km nel traffico della tangenziale nelle ore canoniche. Quello può essere considerato un fastidioso tram tram eppure quello per me risultava essere uno dei momenti più attesi della giornata. Strano, ma vero!
    Devo ancora stendere il post dei tre obiettivi, quindi vado.
    La sfida si fa interessante Vedremo il proseguo.
    Live simply take it easy
    Alberto

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  2. Babbo Natale esiste l'ho scoperto da poco (non è uno scherzo)
    Gli obiettivi sono stati parte integrante di me fino a quando io sono diventato l'obiettivo, ho eliminato i compartimenti stagni ed ogni gesto, pensiero, materialità sono diventati un tutt'uno.
    Ora però vado a dormire, buonanotte.

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  3. # Alberto:

    ho la stessa esperienza. LAvoravo a 7 min (auto però) da dove vivevo ed era insopportabile. Ho bisogno dell "spazio vuoto" tra un'attività e l'altra. Adesso che ho cambiato casa, 40 min andata, 40 ritorno, mi sembra che il cervello si schiarisca nel tragitto, ho tempo per pensare, riflettere, "meditare", ascoltare musica se ho voglia, trasmiisioni interessanti. Nella mia routine c'è molto spazio per il mio "giardino interiore", lo coltivo con grande cura.

    # Mark:

    senza scherzi, se ciò che dici lo vivi, sei nel punto in cui un giorno spero di arrivare! :-) (L'obiettivo non sarò io ma io in Dio, ma il concetto è lo stesso).

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  4. Non è un arrivo altrimenti non nè capiresti il senso, è solo un continuo movimento che muta come il mutare del tempo, libero ed imprigionato allo stesso tempo...spero di non arrivare mai, saranno gli altri nel dopo a dirlo.
    :-D

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