Ci sono due modi per cambiare la nostra vita: uno è cambiare il nostro modo di vivere, la realtà che ci circonda; l'altro è intervenire su quel magico, microscopico, interruttore bioelettrico nascosto nei meandri della nostra mente, che cambia la realtà in un clic.

martedì 31 maggio 2011

NON-OBIETTIVI - PARTE QUINTA



Se un uomo si prende cura di sé, alla fine porterà a termine la sua missione e sarà un prode


Hagakure, libro II passo 130


Avevo scritto una risposta al commento di Patty qui, ne è uscito fuori questo e ho pensato di postarlo.

Come saprà chi ha seguito le precedenti puntate di questo strano gioco che abbiamo inventato, ognuno di noi ha formulato obiettivi, li ha proposti, pubblicati, si è offerto di farsi controllare e incoraggiare dagli altri nel loro raggiungimento. Ecco il testo che avevo preparato come risposta:

"Ehm...

Non ho capito bene il tuo ultimo commento, però credo di averne afferrato il senso. Ammetto di essere un grandissimo bastardo provocatore ma se andiamo a vedere i post passati e ciò che ho scritto, credo sia andata esattamente nel modo in cui avevo pensato dovesse andare. Alla lettera e anche nei particolari (vedi l'obiettivo "tedesco").

Adesso, non ripeto le cose in quanto sarebbe inutile, sono chiare le attitudini di Alberto, te e me stesso, e il modo in cui ognuno di noi affronta le cose, le vive, le azioni, le reazioni, i sogni e la realtà. Il mio scopo infatti, l'ho scritto più volte, non era riuscire a raggiungere obiettivi (credetemi quelli per me sono una fesseria) ma dimostrare quello che poi è successo. Ovvero che un corridore centometrista non avrà successo giocando a golf, che un esperto di biliardo non può sollevare pesi olimpici, e così via. Ognuno ha delle attitudini specifiche e un modo di affrontare le cose specifico. Inutile omologarci tutti e pensare in maniera stereotipata agli "obiettivi".


Gli obiettivi non esistono.


Sono un prodotto culturale della nostra società, inculcatoci in mente. Lo diamo per scontato e ci imbarchiamo in acque che non sono le nostre.

D'altronde gli altri, coloro che ci stanno vicino, lo sanno, per istinto comprendono le cose in cui possiamo riuscire e quelle che invece sono solo chimere. Siamo noi che non lo sappiamo. Crediamo che in fondo, silenziosamente, noi stiamo lavorando per raggiungere un obiettivo. Senza comprendere che in realtà quello che stiamo facendo è vivere la "nostra" routine, nel modo in cui meglio crediamo, in cui meglio sappiamo viverla, ed è questa che porta i risultati, non gli obiettivi.


Gli obiettivi non sono un aiuto, sono un freno.


Concentrati sugli obiettivi, non sappiamo più curare il giardino della nostra vita. Ma non sono obiettivi, infatti se messi alla prova noi vediamo i risultati concreti quali sono, e cosa facciamo? Cambiamo obiettivo! Ma ripeto, è un prodotto culturale. Ad alcuni si adatta, ad altri no. Non è per tutti, non c'è niente di male che non sia per tutti. Si è visto il modo in cui ognuno di noi affronta le cose. Quali sono i suoi sogni, piccoli e grandi, i suoi limiti, il suo approccio alla quotidianità, la sua capacità di far entrare determinate cose nella quotidianità. E, alla fine, entrano solo le cose che amiamo.


E come sappiamo che le amiamo?


Perché le facciamo fino a farci dolere gli occhi, le dita, le giunture delle ossa, con uno sforzo che è solo piacere di fare, quindi non è sforzo. Le facciamo perché le amiamo, non perché un altro ci controlla.

Io sono sicuro ormai di centrare tutto quello che ho scritto, ma per un motivo semplice: ho inserito solo cose che amo profondamente (incluso lo stare lontano dalle persone negative), cose che mi portano piacere nel loro compimento. Cose che portano energia, non la sottraggono. E, sono sicuro, alla fine, che se avessimo continuato ognuno sarebbe riuscito, obiettivi o no, solo nelle cose che ama davvero.

Patty, per quanto riguarda le critiche, credi che qualunque sogno tu voglia realizzare e che non sia perfettamente inserito nella casella che la Società ha preparato per te, sarà esente da critiche? Potrai evitarle solo se tieni nascosti i tuoi piani, se non è una cosa seria. Ne so qualcosa. C'è un solo modo per non sentire critiche: diventare sordo.


Il diavolo fa le pentole ma non i coperchi.


Io sono uno specialista nel raggiungere obiettivi, credetemi, anche sul lavoro doppio sempre tutte le previsioni infatti da cinque anni non mi danno obiettivi in quanto hanno capito che per me sono limitanti. Ma raggiungere obiettivi non vuol dire raggiungere risultati. Sono cose diverse. Puoi centrare gli obiettivi, e poi non ti apportano ciò che credevi. I meriti possono esserti rubati. Puoi credere di raggiungere la felicità e invece c'è lì solo uno stato di vuoto. Eppure, in fondo, l'obiettivo è stato raggiunto. Allora cosa c'è? C'è che non era quello. Semplicemente. Ho corso, sono arrivato in tempo, ma l'indirizzo non era quello. E cosa faccio adesso?

Posso massacrarmi in palestra, seguire tutte le tabelle ma non ottenere mai il corpo desiderato. Realizzare cose grandiose e vedermene soffiato il merito. Sposare la donna che amo, ma a lei piace andare a letto con un altro. Allevare i figli in modo splendido, ma non riescono ad amarmi. Vivere al mare ed annoiarmi.


Obiettivi e risultati sono cose diverse.


Propongo di fermare il nostro "gioco", per me è successo ciò che avevo previsto. Spero che anche Voi condividiate quello che sto scrivendo, abbiate visto le stesse cose che ho visto io. Però Vi segnalo il sito: www.buonipropositi.com che fa un po' quello che abbiamo fatto noi, ricordandoci con una mail quello che ci siamo proposti di fare.

Per Alberto: per i tuoi due obiettivi "grossi" io sono sempre disponibile, anzi così imparo qualcosa!!! E fatemi sapere cosa avete ricavato Voi da questa esperienza, altrimenti sarà stato inutile. Magari pubblicate un vostro post."


“Non ho mai pensato a vincere.

Ho solo capito che bisognava essere sempre all’altezza della situazione.

Questo è ciò che conta.”

Hagakure, codice del Samurai, libro II passo 35

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45 commenti:

  1. Necessita un approfondimento, ma come al solito la giornata lavorativa incombe...torno appena posso ;-)

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  2. "Patty, per quanto riguarda le critiche, credi che qualunque sogno tu voglia realizzare e che non sia perfettamente inserito nella casella che la Società ha preparato per te, sarà esente da critiche? Potrai evitarle solo se tieni nascosti i tuoi piani, se non è una cosa seria. Ne so qualcosa. C'è un solo modo per non sentire critiche: diventare sordo." Exodus, hai ragione, è anche per questo che propongo anche io uno stop. Bellissima la frase di Hagakure.

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  3. Si Exo, penso scriverò un post in merito.
    Però una cosa la butto li..... Per me non è un gioco, nel senso lasciare il lavoro, cimentarmi negli investimenti e scalpellare un pezzo di legno sono strategie che fanno parte di un'unica tattica...
    Ma il mio piano è uno stile di vita un'idea un Sogno... Tutto quello che faccio lo faccio in funzione di questo.... Forse il segreto sta li non lo so ma con me funziona;-)
    Live simply take it easy... non smetterò mai di scriverlo perchè stà tutto li
    Alberto

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  4. # Alberto,

    si penso che tu abbia ragione, forse tu sei uno con cui questo tipo di approccio funziona. Ma questo sei Tu, capisci?

    Se il sistema, chiamiamolo, degli obiettivi fosse una legge in qualche modo fisica, naturale, dovrebbe funzionare con tutti. Chiunque lanci una pietra, la pietra finirà prima o poi a terra. Chiunque non si alimenti muore. Chiunque si dia una martellata si fa male. Quelle sono leggi applicabili sempre, con chiunque.

    Abbiamo invece, in piccolo, dimostrato che una stessa legge (obiettivi) su tre persone genera una serie di diversità in tutte le fasi del processo. Per me il corollario è semplice: "Tu non sei bravo perchè raggiungi gli obiettivi, Tu raggiungi gli obiettivi perchè sei bravo" (nel tuo settore, nei tuoi interessi, etc...).

    Ne abbiamo già parlato prima quando si parlava di "attenzione". Concordo con quanto dici, ma quello sei tu. E se c'è una persona simile a te, funzionerà pure, a patto che sia davvero simile in sostanza, non nell'apparenza. Infatti la cosa più difficile nelle aziende è la gestione delle risorse umane, qualunque leader lo sa. Questo perchè siamo tutti diversi, ognuno va preso in un modo, ognuno ha un'attitudine particolare, etc... E chi trova qualcuno che abbia una sensibilità simile alla propria, che condivide interessi, "percorsi di crescita" comune, ha trovato un tesoro, farebbe bene a tenerselo stretto.

    Quello che invece ho contestato sempre è, ormai, la religione che ci è stata imposta degli "obiettivi". I governi hanno obiettivi, tutte le aziende, le organizzazioni, le associazioni, i bambini nelle scuole e anche l'ambito privato, familiare, è stato sfondato con un'invadenza culturale davvero sfrontata. Nessuno ormai contesta il dio obiettivo. Mi interessava solo dimostrare che non esiste, non funziona, non aiuta davvero se non nel caso in cui le persone abbiano "quella" attitudine, "quella" mentalità, "quella" forma di pensiero. Ma se tu hai questi mezzi, il risultato lo porti a casa anche senza l'obiettivo.

    Infatti a me non forniscono obiettivi da cinque anni e lavoro in una multinazionale: si sono trovati di fronte al quesito dell'utilità o meno di fissare obiettivi per uno che fa le cose con la mano sinistra mentre pensa ad altro. Sai cosa vuol dire? Che gli obiettivi sono un fatto burocratico. Li fissano perchè devono. Posso comprenderne la funzione quando tu gestisci migliaia di persone, interi paesi, dati aggregati che devono essere misurati... Ma trasferire questo concetto ad una persona, una famiglia, una vita umana?

    Spero che questo mese ci abbia insegnato qualcosa.

    Ciao!

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  5. Scusate se mi intrometto nel vostro dialogo.. oggi sono abbastanza concentrata da riuscire a ragionare e trovo interessanti i vostripensieri!

    "Posso massacrarmi in palestra, seguire tutte le tabelle ma non ottenere mai il corpo desiderato. Realizzare cose grandiose e vedermene soffiato il merito. Sposare la donna che amo, ma a lei piace andare a letto con un altro. Allevare i figli in modo splendido, ma non riescono ad amarmi. Vivere al mare ed annoiarmi."

    Mi ha colpito questo tuo modo di vedere.. condivisibile infatti!
    Io non mi pongo obiettivi.. è qualche anno che volo a vista, niente strategie e progetti.. tutto viene come viene e lo prendo.. fino a che mi verrà voglia di cambiare sistema.. questo è quello che faccio...
    Come hai detto, io posso pormi tutti gli obbiettivi quello che voglio.. ma dall'altra parte?
    Il mio obbiettivo, l'unico a cui tengo fede è quello che voglio essere libera! Libera di essere felice nonostante il mondo vada a rotoli, libera di ridere e sorridere in un mondo di tristi musoni, libera di godermi l'attimo mentre tutti sono alla ricerca della perfezione.
    E' dura, non sempre sono all'altezza della situazione.. sopratutto se dopo aver espresso un pensiero del genere ti senti dire che non posso lasciare che il mondo vada così senza combattere, che non vivo se non so nulla e che butto via il tempo a meditare...

    Ma io voglio continuare così.. per la maggior parte del tempo sono felice, altre volte serena e quasi mai arrabbiata.... e io vado avanti così! Quando mi sentirò di fare altro.. lo farò!

    Quoto totalmente il tuo ultimo pensiero e alla tua domando rispondo: no, grazie!

    Bellissime riflessioni!! Grazie!

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  6. # Sara,

    condividiamo molte cose. Come dice Stefano Benni:

    "Quando ti dicono "è troppo facile starne fuori" vuol dire che loro ci sono dentro fino al collo"

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  7. Interessante il concetto di obiettivi e le idee che esprimi, però così farai un pò fatica a vivere

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  8. # Soffio:

    credo che ogni essere umano faccia fatica a vivere: appena ha risolto i due problemi principali della sopravvivenza e dell'ordine sociale si inventa altri problemi.

    Mi ha aiutato molto la lettura del libro "Felicità" di Daniel Nettle. Un tempo faticavo molto, molto, molto di più. Diciamo che sono un imperfetto più rilassato di un tempo. :-)

    Ciao.

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  9. Il tuo blog mi sta facendo passare le serate a leggermi i vecchi post, un po' alla volta. Prima o poi ne commento anche qualcuno. :)

    Sono abbastanza d'accordo con te sugli obiettivi. E' ovvio che se sono "portato" verso un tipo di attività non ho bisogno di costringermi con degli obiettivi, le cose verranno da sè. Ma secondo te, se uno invece si pone un obiettivo per il quale sa già che farà fatica, perchè proprio non è nelle sue corde, ma ci vuole arrivare... sbaglia? O stai semplicemente dicendo che una volta raggiunto il risultato, con fatica e grandi sforzi, la cosa non gli darà soddisfazione?

    Io sono una persona pratica per cui ho bisogno di esempi concreti (infatti faccio un po' fatica a volte a seguire i tuoi ragionamenti), per cui te ne faccio uno. Mi sono messa a dieta. Sono una persona molto golosa che ama i dolci e i salumi, faccio davvero fatica a trattenermi. Non ho estremamente bisogno di una dieta, cioè non a livello medico. E' solo un problema estetico, non mi piaccio. E quindi mi sono posta come obiettivo di perdere 5 chili. Secondo te se ci dovessi riuscire sarebbe solo fatica sprecata? Non ho capito davvero...

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  10. # Sab:

    la risposta è la più semplice del mondo perché vivo e rivivo questa situazione centinaia di volte nel posto in cui lavoro. Tra l'altro le donne a dieta diventano di un nervosismo con cui è difficile convivere, per un uomo.

    Perdono cinque chili, cavillano su tutto, ti fanno storie perchè tu tieni i cioccolatini in bella mostra sul tuo tavolo per offrirli a qualcuno, ti dicono che gli stai sabotando la dieta, finchè esasperato, togli i cioccolatini dal tavolo, perdi un po' del piacere del venire al lavoro, sopporti la loro luna storta e la loro presenza malefica. Passa un mese e appena c'è un calo di attenzione ne hanno ripreso dieci di chili.

    Poi ricominciano, di nuovo dieta, stress (per gli altri), meno sette chili. Arriva Pasqua e li hanno ripresi tutti con gli interessi. Fanno dieta, riescono a sposare un povero merlo, dopo di che diventano assolutamente inguardabili tanto si lasciano andare.

    E d'accapo.

    Mi chiedi di essere concreto, spero di esserlo stato. una risposta forse la da Alberto nel suo post di oggi su "scalalamarcia.com" quando afferma che "Un'obiettivo senza un significato profondo, non viene raggiunto!". Sono d'accordo, viene raggiunto nel breve periodo ma alla lunga non regge, si ritorna al punto di partenza. Se una donna ama lo sport, ma davvero, non avrà bisogno di diete, anche con qualche chilo in più starà benissimo, anzi le rotondità agli uomini piacciono. Se invece si sforza per gli altri e non per se stessa meglio lasciar perdere, avrà perso in partenza, e sarà tutto uno stress, per tutti.

    Cmq, se posso dire la mia come uomo, non sono cinque chili in più o in meno che mi fanno piacere una donna. Questo è quello che può pensare una donna forse, ma non quello che interessa davvero un uomo. Una donna può piacere o non piacere, si può trovare attraente o meno, quello che si vuole, ma se si pensa che una dieta possa cambiare la situazione davanti ad occhi terzi, sono sforzi inutili. Se invece lo si fa per sè stessi è tutto diverso, ma in questo caso non c'è neanche bisogno di obiettivi, lo si fa e basta perchè piace.

    Mi chiedi: "Ma secondo te, se uno invece si pone un obiettivo per il quale sa già che farà fatica, perchè proprio non è nelle sue corde, ma ci vuole arrivare... sbaglia?"

    Affatto, tanto non ci riesce a mantenere il risultato nel lungo periodo, proprio perchè non è nelle sue corde. Se ci riesce è ancora peggio, si sta condannando a vivere una vita fatta di cose che non ama, che "non sono nelle sue corde". Poi perderà sempre nei confronti di qualche altra persona che fa le stesse cose, ma le ama. Le stesse cose un altro li fa con piacere e ottiene risultati migliori col minimo sforzo. chi fa cose che non ama, può anche doverle fare, per carità, la vita è così. Ma i suoi risultati saranno sempre mediocri. Ma anche se fossero buoni, con sforzi enormi, avrà cmq fatto cose che non ama. Però ognuno dispone della propria vita come crede, in fondo sono poche le persone che vivono davvero ogni giorno, per la gran massa ci sono pochi giorni significativi all'interno di una vita, gli altri giorni si somigliano tutti.

    Vivere è un'arte e porsi obiettivi che non si amano è il modo migliore per realizzare una pessima opera.

    Conosco una donna che dopo due gravidanze consecutive, e dopo aver messo al mondo due giganti, non ha più perso i chili. La trovo bellissima. La sposerei subito. Prima della gravidanza le portavo i gianduiotti e non ha mai fatto storie ad accettarli. Poi basta in quanto avevo paura che il marito, che lavora insieme a noi, non fosse troppo felice. Ma lei è attraente per molti motivi, ma il principale forse, per me, è questo: non è aggressiva; non è "tosta"; è una donna. Quindi per quante diete possano fare le altre, un uomo preferirà sempre la sua compagnia.

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  11. Mi hai messo una bella pulce nell'orecchio. Non avevo mai pensato che la questione obiettivi nel downshifting (o in qualunque altra cosa) ricalca perfettamente la logica dalla quale ogni downshifter vuole scappare. Io sento pronunciare la parola obiettivo mille volte al giorno e mi mette un'ansia tremenda,non posso, almeno nel MIO downshifting (che non dovrà per forza essere uguale a quello di un altro, né nei progetti, né nelle tempistiche) prendermela con calma, pensare, metterci insomma il tempo che mi serve, fallire, riniziare, non sono costretta a gestirlo come un business!!!!!

    Ti linko.

    LaStancaSylvie

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  12. # LaStancaSylvie:

    E' una storia lunga e non si sbriga in due parole, cmq se sostituisci la parola "obiettivi" con la parola "azione" dovrebbe essere già tutto più chiaro. Pensa in termini di "azione". Un po' lo spiego nella mia serie di post "l'azione", ma mi rendo sempre più conto che è tutto lì.

    L'azione è risultato, ma è anche meditazione nello stesso accompimento, è concentrazione, è proficua, è naturale. L'obiettivo è sogno, illusione, proiezione in un futuro ipotetico che non è mai ciò che ci aspettiamo, è spesso delusione. L'azione è qui e ora. L'azione è un albero che porta frutto comunque.

    Butto lì, come mi piace dire: "è un po' più complicato di così". Chi crede sia semplice e siamo noi che lo complichiamo non ha ben chiaro cosa sia la vita, oppure non la sta vivendo davvero.

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  13. E' sempre stimolante fare il giro da voi tre.
    Secondo te si può considerare un obbiettivo anche una minima cosa? Ad esempio: quando sono in vacanza, mi prefiggo di visitare tot monumenti, siti, quando non ci riesco alcune volte me ne dispiaccio, ma per la maggior parte delle volte faccio spallucce, perché ho sostituito con qualcos'altro che comunque mi ha gratificato, tipo mangiare un gelato seduta sui gradini del Trocadero guardando la Tour Eiffel. Quando torno a casa mi maledico di non aver tenuto fede ai miei propositi. E' un piccolo tormento che ogni volta mi si ripresenta. Vorrei sapere come la pensi.

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  14. # # LaStancaSylvie:

    Dimenticavo. Scrivi:

    "la questione obiettivi nel downshifting (o in qualunque altra cosa) ricalca perfettamente la logica dalla quale ogni downshifter vuole scappare"

    E' il motivo per cui mi sono disinteressato subito a questa moda. In realtà io e altri abbiamo sempre applicato quello stile di vita in modo naturale, però all'inizio ero lieto che venisse così divulgato, ci siamo sentiti meno soli. Ma è tutta fuffa (a mio avviso) proprio per il motivo che hai scritto: non c'è assolutamente nulla di nuovo rispetto al pensiero precedente e al modo di fare precedente basato sulla produzione, il cui schema è questo:

    --Definizione obiettivo ==> lotta e impegno ==> raggiungimento obiettivo (successo, soldi, carriera, tranquillià economica)

    lo schema del downshifter modaiolo e declamato è questo:

    --Definizione obiettivo ==> lotta e impegno ==> raggiungimento obiettivo (tempo libero, piacere di stare con sè stessi, mare, sole, meno consumo...)

    E' esattamente lo stesso percorso solo che l'obiettivo è diverso. Si dirà "ma no, non è vero", ma non c'è differenza rispetto ai mezzi utilizzati, infatti la frase che spesso leggo è: "ma se puoi farlo per altri (azienda, etc...) perchè non farlo per te stesso"? Ovvero "fare la stessa cosa di prima, applicare lo stesso pensiero di prima", ma per te stesso.

    Non c'è alcuna novità, quindi, è lo stesso modello di prima solo con obiettivo diverso.

    Ma è proprio quello il punto: non ho mai voluto un obiettivo diverso, ma una vita diversa, un modo di pensare diverso, vivere diverso, azione diversa.

    Per me il downsfecomesichiama è la stessa cosa stancante di prima con un carota davanti (obiettivo) diverso. Fintamente diverso. La libertà di essere e di pensare è un'altra cosa.

    Ciao.

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  15. # Tiziana:

    mah, credo che in campi diversi magari mi "preparo" come fai tu, poi una volta che mi sono "buttato" nell'azione, ovvero sono in visita in quel posto, mi lascio andare. Credo che il "problema" sia a monte, nella mente e nella percezione di noi stessi. Se ci accettiamo come essere limitati (orrore!) sappiamo che non saremmo riusciti a tener fede a tutti quei propositi da realizzare nell'arco di pochi giorni, oppure l'avremmo fatto ma non ci saremmo divertiti. Eppure quello che ho fatto mi ha arrecato piacere di vivere.

    Credo sia una questione di ego: quando mi rendo conto dei miei limiti umani, quando li accetto, il gelato al trocadero diventa una conquista meravigliosa. Non sono riuscito a fare altro, perchè avrei dovuto riuscirci? Sono solo un uomo. Però buono questo gelato.

    Posso dire solo questo: facciamo attenzione a tutta quella gente, quei maestri di pensiero che si trovano ovunque e ci spiegano che noi in realtà possiamo fare tutto,e questo, e questo e questo, e poi, magari, ci spiegano anche come fare. Ascoltare loro, permettergli di invadere la nostra mente con i dubbi (piccoli tormenti) ci toglie ogni pace ed ogni reale successo. E ingrassa le loro tasche.

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  16. Grazie speravo in questa risposta. E' proprio vero la sensazione è quella, non costringermi alla promessa fatta in quel preciso momento, e ti assicuro che quando succede (quando infrango le mie regole) mi sento come leggera e lusingata da me stessa, è quasi come acquisire un sottile potere.

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  17. @Tiziana:
    ti capisco, malata di viaggio come sono anche io mi capitava la stessa dinamica. Poi, ho fatto pace con me e, un po' come dice Exodus, ho chiarito con me stessa i motivi per cui viaggio, perchè mi piace e dove stà la soddisfazione (se nell'elencare cosa ho visto oppure come sono stata in quel posto)...Quindi , considero sempre che qualsiasi posto in cui vada non lo potrò mai conoscere completamente quindi mi rilasso e mi godo al 100% almeno quella fetta che vedo !

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  18. Patty forse hai ragione sono un po' severa con me stessa, non si spiegherebbe altrimenti il senso di libertà che mi piglia quando trasgredisco alle mie impostazioni. Un momento, forse sto esagerando, a leggermi sembro un caso clinico, per fortuna non è così. Ognuno di noi ha piccole manie o più semplicemente, ognuno di noi si organizza la vita in base agli attributi che ha in dotazione. Come dici tu, gustarsi il momento non previsto, non studiato, è sicuramente un ottimo rimedio alle paranoie.

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  19. # Tiziana:

    Beh...

    se un caso clinico è un caso diverso dalla norma, vuol dire che c'è una norma da seguire.

    E se c'è una norma a cui omologarsi, per me, i malati sono quelli costretti a farlo. I "casi clinici" cosa sono, quelli non adeguati alla norma? In questo senso è possibile che i "casi clinici" soffrano e vengano curati non perchè ammalati, ma solo in quanto non vogliono adeguarsi.

    Spero di spiegarmi. Chi è all'inferno spera sempre di trascinare con sè anche gli altri che ne sono fuori. Non sopporta che loro non soffrano.

    Chi ha successo nella vita, in qualunque campo, soprattutto quello esistenziale, è certamente un caso clinico, non somiglia agli altri. Devono assolutamente curarlo, troppa felicità potrebbe danneggiare, mettere cattive idee in testa ad altri.

    Nelle nostre parole spesso si evidenziano anche i limiti, le costrizioni del nostro pensiero. La verità è che non serve "semplificare" la propria vita, è praticamente inutile, è il risultato finale di un altro processo che viene scambiato per causa scatenante. E la gente giù a sforzarsi (inutilmente) di semplificare, senza comprendere che quello è il frutto, non la radice dell'albero, non serve a niente intervenire sul frutto, devi andare alla radice.

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  20. "La verità è che non serve "semplificare" la propria vita, è praticamente inutile, è il risultato finale di un altro processo che viene scambiato per causa scatenante. E la gente giù a sforzarsi (inutilmente) di semplificare, senza comprendere che quello è il frutto, non la radice dell'albero, non serve a niente intervenire sul frutto, devi andare alla radice."

    Ecco! Stavo cercando queste parole da molto tempo, che illuminazione!

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  21. Non commento sempre, lo sai, ma ti seguo sin dall'inizio. Un abbraccio, Katya

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  22. L'obiettivo è un qualcosa a cui si mira, un risultato da raggiungere, richiede concentrazione sforzo mancanza di scrupoli e nel frattempo hai perso di vista te stesso, la semplicità, la vita, per qualcosa che pensi sia un tuo obiettivo ma che in realtà è solo una pressione..sociale.
    Questo è il mio pensiero... Ciao e a presto

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  23. Exo sono stata molto impegnata in queste ultime ore e volevo fare un giro veloce per i saluti (2 giorni e mi mancate) Vedo che la tua risposta merita un po'più di qualche minuto che non ho. Come sempre grandi riflessioni. Buona serata.
    Per la Spagna ti ho risposto di là.

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  24. Ogni volta che cerco di concentrarmi su un obbiettivo, qualcosa dentro di me scalcia. Scalcia forte, come un matto. Perché mi pare d'esser chiusa in gabbia, quasi claustrofobica. A volte è dura rimanere fissa sull'obbiettivo, quando mille altre cose della vita chiedono attenzione e ugual impegno. Ma è anche importante riuscire a portare a termine gli impegni presi.

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  25. # Carolina:

    sì, per me si tratta di "Azioni", non di "obiettivi".

    Un'azione ha valore per sè stessa (per impegno preso, integrità, coerenza, amore, piacere, dovere, bisogno), un obiettivo ha valore solo in quanto appunto... obiettivo. In occidente non sappiamo immaginare un'Azione se prima non ci mettiamo un bell'obiettivo davanti. O un divertimento. E ci sembra normale così. D'altronde anche per una talpa essere cieca è normale, cosa gli vuoi dire...?

    Ciao.

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  26. Exo vorrei riprendere quel discorso, ma sai che non so da che parte cominciare?
    "Nelle nostre parole spesso si evidenziano anche i limiti, le costrizioni del nostro pensiero"
    Non so cosa c'hai letto tu, ma forse semplicemente non so spiegarmi il concetto di "obbiettivo".
    "Caso clinico" Mi ritornerai tu in mente, quando la ridirò, se la ridirò. Ho dato forse una collocazione impropria a questo termine ma volevo spiegare che come me, ci sono tante persone che "soffrono" di piccole manie abitudinarie, piccoli gesti quotidiani che ognuno di noi si porta dietro nel proprio bagaglio personale, non sono condivisibili da altri, ma non per questo rientrano nella categoria patologica, quindi non credo di essere un caso clinico. Per il resto la semplificazione non è sempre fattibile, ci si prova, poi però bisogna fare i conti con una miriade di fattori e non sempre si raggiunge "l'obbiettivo".
    Ciao caro Exo è sempre un piacere.

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  27. # Tiziana:

    Ciao,

    io mi riferivo al fatto stesso che tu pensi ci sia un "caso clinico" (di qualunque tipo, anche un bambino geniale è per molti un "caso clinico"). Il fatto stesso di pensare ci sia una norma, quindi che ci possano essere persone considerate "fuori norma" vuol dire che ci hanno educato, con successo, a questo tipo di pensiero.

    Non serve esserlo, basta solo pensare ci possano essere per dimostrare che abbiamo una "gabbia" di norme nella mostra percezione.

    Scrivi: "forse sto esagerando, a leggermi sembro un caso clinico, per fortuna non è così".

    Perchè hai pensato questo? A me leggendoti non passava neppure per la mente, anzi era tutto normale. Mi viene da ripetere le parole che Dio (grandissimo pedagogo) rivolse ad Adamo nel giardino di Eden: "Chi ti ha fatto sapere che eri nudo?". Ovvero: "Chi ti ha fatto pensare una cosa simile" (del caso clinico). O, ancora: "Chi ti ha ingannato?".

    Non so se mi spiego... Potrei chiederti, in sintesi: "Chi ti ha ingannata facendoti pensare che potesse esserci qualcuno che leggesse un caso clinico ove non ce ne sono affatto?". Cercando la risposta al perchè di un certo tipo di pensiero possiamo esaminare "mente" per vedere con quale tipo di cibo l'abbiamo nutrita.

    Io per esempio non ho nessun timore di essere un caso clinico, anzi sicuramente lo sono visto che ho una tranquillità d'animo pressocchè costante, che per il resto del mondo è incoscienza e stupidità. Ma al tempo stesso ci sono cose che prendo molto a cuore, ove per il resto del mondo sono sciocchezze. PErò, come dice la mia mamma, "e a me chi me lo assicura che non siano matti tutti gli altri e l'unica sana sia io? Basta vedere le facce che si portano in giro!".

    Vabbè, visto che sei tu, parlando di casi clinici, ti racconto quello che hanno fatto i parenti impiccioni: pensando che fosse ammalata in quanto magra l'hanno praticamente sequestrata portandola in ospedale per tre giorni ove le hanno fatto valanghe di esami. Dato che è magra ma perfettamente in salute, alla fine l'hanno fatta parlare con lo psichiatra per vedere se poteva avere qualche disturbo nervoso. Il giovane psichiatra alla fine le ha detto: "Signora, lei sta bene, ma qualcosa gliela devo dare, altrimenti come li giustifichiamo tre giorni di esami?".

    Ecco, questo è il concetto di "caso clinico" (secondo la mentalità corrente e se uno non diventa pericoloso per gli altri): una persona perfettamente in salute a cui danno dei farmaci in quanto non è come tutti gli altri, nè si comporta come gli altri, perchè non si sente tenuta ad omologarsi ad un modello non suo. Ora, io i "casi clinici" li cerco, la gente "normale" mi annoia che è una cosa spaventosa. Sono un caso clinico che cerca altri casi clinici per non morire di noia insomma. E se i miei gesti quotidiani non sono condivisibili da altri, il problema è loro, ti assicuro (basta non danneggiare gli altri). I miei colleghi di lavoro se potessero mi farebbero internare. Infatti io esagero i miei "gesti quotidiani" così da farli schiattare di rabbia. Oltre ad essere un caso clinico sono anche un bastardo dentro che si diverte a far scoppiare la bile della gente, sembra incredibile ma è una delle cose davvero divertenti della mia giornata. Dico sul serio, far scoppiare un bigotto "normale" è talmente divertente che non riesco a trattenermi.

    Per la "semplificazione non è sempre fattibile", io penso sia addirittura inutile quando ti devi impegnare per essa, ma sto scrivendo un post-fiume in cui mi spiego meglio. Ciao!!!

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  28. Mi rimane poco tempo in questo periodo e non seguo le vicende bloggeriste come vorrei. Wow ogni tuo post/commento è un fiume di riflessioni. Ora è più chiaro il tuo pensiero.
    Nessuno mi ha dato del caso clinico, ho fatto tutto da sola. Pensa che da ragazzetta non avevo la minima considerazione di me stessa, (era vietato in famiglia) con gli anni, la vicinanza di mio marito e l'esperienza di vita mi hanno resa più sicura, più forte, qualche traccia però dev'essere rimasta. Notte caro Exo

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  29. A me hanno sempre dato del caso clinico. E avevo una fortissima autostima da ragazzo. Poi mi hanno letteralmente massacrato, soprattutto in famiglia, ho fatto di tutto per essere accettato. Poi mi sono stufato. Adesso rivendico con forza il mio essere "caso clinico", ovvero essere me stesso, bene o male che sia. Ho scoperto che così sono felice. Ciao.

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  30. Sono completamente d'accordo con Exo! Sono sempre stata un po' diversa dalle altre ragazze, e tuttora mia mamma ogni tanto mi dice "ma non potevo avere una figlia normale?" e tutto perche' per me non e' importante l'apparenza e perche' invece di fare le vacanze al mare mi piace viaggiare tante volte l'anno e in posti "strani". Per fortuna a me del giudizio altrui in queste cose non importa nulla, ho sempre fatto quello che mi sentivo di fare. E sono contenta di non essere "nella norma" se la norma e' quello che si vede in giro adesso!!

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  31. Sab.. sei sicura che non siam sorelle.. stai parlando di mia madre!!
    Quoto tutto quello che dici, sopratutto questo: Per fortuna a me del giudizio altrui in queste cose non importa nulla...
    Scusa Exo ma non son riuscita ad intervenire!!
    Ciao!

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  32. # Sara:

    lo sapevo che appena si parla di viaggi ti si dilatano le pupille! :-)

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  33. Exooooodus! Vabbè che la nascita del pargoletto di Alberto ci ha un po' destabilizzati...ma sarei curiosa di sapere se e come procedono i tuoi obiettivi.....forma fisica?

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  34. @ Bonifico:

    Avevo stabilito, alla settimana, piscina 1 volta + stretching 3 volte (40 minuti) + flessioni ogni giorno.

    Adesso i livelli sono all'incirca: piscina 1 volta, flessioni ogni giorno, stretching ogni giorno per 60-90 minuti.

    Però per me non sono grandi obiettivi in quanto sono cose che ho sempre fatto, per piacere. D'altronde non potrò mai tornare ad avere la forma fisica dei vent'anni, posso solo stare bene. Cmq, lo dico in volata, qualunque piano, obiettivo, etc... non serve a niente se prima non rimetti il corpo in forma. Quando stai bene fisicammente, saranno le endorfine, saranno le ondate di piacere che cogli ad occhi movimento, sarà che stai bene e basta, ma non pensi a nient'altro. Infatti chi pratica bene lo yoga poi se ne frega del resto.

    Io non sono affatto destabilizzato dalla nascita di Alessandro, semmai è destabilizzato Alberto! Non scrivo perchè di solito attacco solo quando quello che voglio dire non si trova già in rete e la rete è grande. Sin dal primo giorno, nella mia dichiarazione d'intenti, ho detto che un nuovo blog avrebbe avuto senso solo se avessi scritto di cose che avrei io voluto leggere ma non avevo trovato. E, a volte, per scrivere una cosa così ci vuole tempo. La rete è piena di ripetizioni, se non stai attento annoia, e io ho una soglia di noia bassa.

    Cmq, gli obiettivi li ho centrati tutti tranne Ubuntu, in quanto dopo che ho spedito quattro lettere di reclamo al gestore dei servizi internet mi hanno dato un nuovo cavo che è una scheggia e non ne ho bisogno di altro per adesso.

    Ripeto quello che ho già scritto: centrare gli obiettivi non c'entra niente con la realizzazione delle proprie aspirazioni che troppo spesso non c'entrano con quello che possiamo o non possiamo fare noi. Anche se i vari guru dicono il contrario. E cmq per adesso ho il mio dafare dato che sto sistemando la nuova casa e finora non ho contattato nessun professionista, abbiamo fatto tutto con amici. E meno male che ci sono loro che mi fanno tutto il lavoro gratis perchè col bricolage sono uno che ha buone idee ma impedito all'atto pratico. Loro non hanno idee ma mani d'oro sì. E ci piace stare insieme. Io li guardo lavorare. E se provo ad aiutarli mi dicono di stare di lato perchè li rallento.

    Ciao!

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  35. Lo yoga...lo pratico da tanti anni e mi ha cambiato la vita.Proprio vero, quando impari a stare bene nel corpo, lo risvegli , te ne prendi cura, lo unisci alla mente e allo spirito è una meraviglia.Ho avuto per 30 anni la colite spastica, ho tuttora un'ernia lombare ma con lo yoga...puff, sparito tutto. E poi la mente, la mente che vede il corpo, i sensi che lo sentono in ogni sua parte, ti senti intero, bello.Senza contare l'elasticità, sono più flessibile di ragazzine di 15 anni!Buona continuazione con i lavoretti di casa allora, danno sempre e comunque un'enorme soddisfazione !
    p.s. ma cambiando cavo migliora la velocità?No perchè io quì vado in pensione aspettando che mi si aprano le pagine.....

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  36. Se ti cambiano il cavo di rete, e l'impianto è in una vecchia casa, si velocizza tutto. A me l'hanno cambiato dopo che ho scritto quattro lettere di protesta (spedite in contemporanea a quattro uffici diversi) mandando tutti a fare in c... Ho allegato il codice di rimozione scrivendo che, o me lo cambiavano o entro pochi giorni avrei cambiato gestore. E non avrei neanche pagato le spese di installazione a causa del palese disservizio e volevo anche cinque ore al giorno di riborso trascorso il quarto giorno dalla segnalazione. Bon, ha funzionato, ma l'adrenalina è scorsa a fiumi.

    Per i lavoretti di casa, non cesserò mai di dirti che abbiamo i cervelli cablati in modo completamente diverso: a me non danno alcuna soddisfazione. Li compio come un dovere (nel senso buddista del termine, è un po' complicato), diciamo che li realizzo con tranquillità, ma se potessi pagherei qualcuno per farmeli fare. Col tempo recuperato farei sport, leggerei, studierei inglese, andrei in bicicletta... Per me non c'è alcun piacere in essi, se non quello di accompiere un "dovere" appunto. Per semplificare, dirò che "dovere" è "ciò che devi fare accettando ciò che è", ma è un fatto di disciplina, di riconoscimento di ciò che è davvero la vita. I lavori manuali non mi entusiasmano, anche se faccio praticamente tutto da me.

    I miei amici invece li adorano, così realizziamo un proficuo scambio: loro ci mettono il lavoro manuale, io... niente. Questo sempre per dire che nella vita non decidiamo noi le fortune o sfortune che ci capitano, possiamo solo accettarle o rifiutarle. Se quest'estate poi arriva mio padre, rimoderniamo la cucina, cambiamo i serramenti, smantelliamo i rubinetti: lui di professione faceva il muratore.

    Per l'elasticità, purtroppo sto avendo problemi fisici, dicono che sia normale in chi ha sempre praticato sport, il danno è che secondo me non riuscirò più a fare certi movimenti un po' "estremi" che mi piacevano tanto. Mi sa che sono proprio invecchiato.

    (P.S. per la velocità delle pagine dipende dal tipo di connessione che hai, dal modem, dalla vetustà dell'impianto...)

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  37. # Bonifico:

    Dimenticavo: ho unito corpo, mente e spirito a diciassette anni, a venti anni mi sono annoiato. Sembrava una cosa strana, poi ho scoperto dalle letture di alcuni tra i più famosi insegnanti del nostro secolo che è normale. Quando arrivi ad un certo livello ti accorgi dell'"inutilità" di quel livello, ovvero che non ti porta da nessuna parte, quindi devi ripartire da zero. Poi continui se ti piace, senza obiettivo alcuno. Non credo che un'ernia sparisca, ma lo yoga tiene la colonna in trazione e impedisce lo schiacciamento. Se si smette, l'ernia riappare. D'altronde se non si fa ginnastica l'intera colonna viene compressa e schiacciata.

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  38. Wè allora?!?
    Due lavoretti di casa e mi lasci a bocca asciutta!?!?
    Non ti ricordi che siamo ancora in attesa delle nuove regole per il proseguo della nostra scommessa! A dire il vero anche io non sono stato molto attivo sul blog in questi giorni.
    Dovrebbe essere scontato il motivo e invece NO!
    Dal giorno dell'ingresso di Alessandro nella nostra vita e partita una lunga riflessione su tutto quello che e stato sino ad oggi e ciò che sarà domani.
    Sto preparando un post che sarà un bel match, sono sicuro che toglierà la noia del web al nostro Exo.
    Oggi c'è stata pure l'eclissi... non capita tutti i giorni....
    Live simply take it easy
    Alberto

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  39. # Alberto,

    io mi sono portato molto avanti, ma a mio avviso sarebbe poco interessante per te seguirmi adesso: come hai scritto, hai ben altro a cui pensare! Non solo per il maggior carico di lavoro del bimbo, ma perchè, come sempre succede, un evento del genere carica di riflessioni "interne" e "l'esterno" non ha più la stessa importanza nè priorità. E non si torna indietro, da lì si va solo avanti.

    Anch'io preparo un post da dieci giorni circa!!! E poi sono andato a votare dopo dodici anni di latitanza, un perfetto imbranato.

    Ciao!

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  40. Condivido, posso? Una riflessione che ho fatto mia da poco e che nel contempo non avevo fatto per i primi 20 anni, quindi un lasso di tempo contornato dalle pippe mentali degli obiettivi si propagato per poi estinguersi cono la coscienza e la consapevolezza di se stessi. Però un dubbio me lo porto sempre...se la fase interlecutoria dell'esistenza fosse questa vita, una sorta di purgatorio dell'esistenza, dove si ritorna ciclicamente fino al compimento del proprio percorso, potremmo dire che che neanche la morte (nel senso di arrivare alla fine) è un'obbiettivo?
    P.S.
    Assisi è molto bella (ci son stato diverse volte) ma di spiritualita ne ho vista ben poca. Come in un grande mercato a cielo aperto dove un po' tutti cercano di piazzare le propria merce. Dovresti cancellare per qualche attimo le persone e viaggiare isolato come in una bolla, allora si che recepiresti qualcosa di fantastico...ma questa è un'altra storia ;-)

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  41. Mark:

    per me "questa" vita è solo una transizione. Un allenamento, una scuola. Sono qui per imparare a "vedere" quello che c'è dopo. Se non imparo adesso, dopo non vedrò niente. Non che non ci sia niente, ma sarà come il fischietto per i cani: il suono c'è ma le orecchie umane non sanno percepire. Ecco, "qui" serve per imparare a vedere, sviluppare i sensi per la vita eterna, ciò che c'è dietro quella porta. Non è inutile, anzi, è solo che devo imparare a usare i sensi (spirituali). Devo imparare a camminare, altrimenti sarò zoppo. E se dedico tutta la mia concentrazione a "questa" realtà, non sarò in grado di vedere niente dopo. Un pessimo investimento, che dura poco e non porta a niente.

    Credo che tutti i "problemi" derivino dal non rendersene conto, dal non ricordarselo ogni giorno. Finché punti tutto su questa vita hai già perso: comunque vada non riuscirai a fare ciò che avevi in mente, e se ci riesci pagherai lo stesso un prezzo altissimo. E alla lunga la soddisfazione sarà sempre meno. E lascerai tutto. Si può solo raccogliere le briciole come un mendicante, un mendicante con due scarpe rotte che è più ricco del mendicante senza scarpe.

    Se hai la prospettiva di una vita eterna, comunque vada hai già vinto. Dato che è difficile parlare sul web di questo, mi riduco a parlare d'altro. Sto pensando di chiudere questo blog per aprirne un altro solo di spiritualità, in cui posso parlare di Dio e superare d'un tratto di penna (tastiera) tutte le fesserie in cui ogni giorno ci perdiamo, discutiamo, c'indigniamo, speriamo, disperiamo. Solo che di siti così ce ne sono già, ci sono scritti magnifici e disponibili gratuitamente, e creare un altro blog non avrebbe senso! Vedi che dilemmi!!! :-)

    Per Assisi me ne hanno parlato bene, ma le persone di cui parlo ci vanno da anni forse hanno imparato ad entrare in una "bolla di spiritualità". Quello che scrivi credo valga anche per Lourdes, mi hanno raccontato lo stesso fenomeno.

    Ciao!!!

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  42. Ciao Mark, Per me una volta raggiunto il tuo equilibrio acquisendo consapevolezza hai chiuso il discorso. In quel momento vivi l'ora e adesso e tutti i discorsi fatti... obiettivi, azioni ,miglioramento, felicità, vita eterna o morte, sfumano un po'...perdono un bel po' d'importanza.
    Il qui e ora non ha tempo non ha spazio è un limbo bellissimo. Quando guardo negli occhi mio figlio "il qui e ora" lo sento addosso ed è una sensazione bellissima.
    Exodus l'unicità dei tuoi post è solo tua.... fare paragoni con altre cose apparentemente più belle è un peccato perché sminuiscono il tuo valore.
    Noi siamo unici ognuno per le sue caratteristiche. Qualcuno impiega anni per capirlo e i più si adattano a seguire ciò che gli viene prospettato.
    Assisi non l'ho vista ma da Padre Pio ci sono stato e ho visto le stesse cose... i mercanti. Fortuna che esiste la Bolla di spiritualità!
    Live simply take it easy
    Alberto

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  43. Ecco quello che devo fare allora! Andare ad Assisi, Lourde, e San giovanni Rotondo... Con la frusta!!!

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  44. Ciao Exo, non sono sparita, una passeggiata ogni tanto nel bosco me la concedo ... se vuoi nel mio profilo c'è la mail, quella la apro molto più spesso. A presto.

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