Ci sono due modi per cambiare la nostra vita: uno è cambiare il nostro modo di vivere, la realtà che ci circonda; l'altro è intervenire su quel magico, microscopico, interruttore bioelettrico nascosto nei meandri della nostra mente, che cambia la realtà in un clic.

mercoledì 18 maggio 2011

NON-OBIETTIVI - PARTE QUARTA




"Se hai già scelto la tua via non dovresti più cercare altrove."

Hagakure, libro 1, passo 140


Vi invito anzitutto a leggere qui il bel post di Patty che illustra l'inutilità del raggiungere obiettivi per essere felici (anche se non so quanto Lei stessa ne sia consapevole). E riporto il contenuto di un commento del post precedente, un po’ modificato. Ho deciso di dargli spazio:

Mi convinco sempre più che ciò che chiamiamo obiettivo è un autoinganno per costringere la mente reattiva a fare una cosa, a prestare attenzione. Se prestassimo attenzione non ci sarebbe bisogno dell’obiettivo. Faremmo le cose con naturalezza, selezionando quelle veramente importanti ed escludendo le altre. Sopraggiunge invece la distrazione, le troppe cose, la confusione.

L'obiettivo nasce quando non hai la lucidità mentale per permettere a mente di svolgere l’azione con naturalezza. Hai soffocato mente di pensieri, speranze, progetti, attività, desideri. Adesso devi costringerla a prestare attenzione a cose, attività, azioni, che in uno stato naturale realizzerebbe semplicemente, con naturalezza.

Prova ne è che l'obiettivo termina quando mente l'ha inserito nella sua routine. A quel punto è divenuto tutto semplice, naturale, l'azione si svolge fluida, senza attriti, e il risultato arriva puntuale. Non c'è più sforzo. Una madre costringe il figlio ad alzarsi presto solo finché non riesce a farlo da solo, non prende l’abitudine. A quel punto la forzatura, l’obiettivo non sono più necessari.


“Di certo esiste solo il particolare del momento presente.

Tutta la vita è fatta di attimi che si susseguono.

Compresa questa regola non porti altri scopi né manifestare impazienza.

L’esistenza scorre semplicemente.

Non pensare sempre che esista qualcosa di più importante.”

Hagakure, libro II passo 89


Il problema è che invece di liberare mente e lasciarle realizzare il suo innato programma vitale, noi prima la imbrigliamo, la sommergiamo, poi la tiriamo fuori e le diamo una direzione... che avrebbe preso comunque se fosse stata lasciata in santa pace! L'obiettivo è la maschera che nasconde la sfiducia in noi stessi, in mente. E' la medicina che abbiamo trovato (costrizione) dopo aver trascurato il giardino dei nostri pensieri e lasciato che marcisse. Avere un obiettivo, in questo senso, è lo stesso sintomo di una sconfitta. E' lo psicofarmaco.

Purtroppo, non basta la consapevolezza per ritrovare la lucidità e la libertà necessaria che consenta a mente di reagire autonomamente. Lo psicofarmaco (obiettivo) ci serve per fare piazza pulita in modo goffo e approssimato,  ma qualcosa fa: invece di liberare la mente da tutte le follie inutili che la divorano, la costringe a "liberarsi" guardando solo due o tre cose (obiettivo, concentrazione), convinti che la protesi che stiamo utilizzando sia in realtà l'arto vero, la gamba.

Ma l'arto è atrofizzato. La protesi potrebbe dare sollievo temporaneo. Ma l'obiettivo, proprio come il farmaco, può aver senso per curare la crisi acuta, cura ma non guarisce, sicuramente ha controindicazioni e genera malattie iatrogene (indotte da farmaco). L'obiettivo deve essere preso e gettato subito, se non si vuole morirne: o l'azione entra nella routine in modo semplice, spontaneo e naturale, senza pensieri né forzature, oppure la costrizione farà cancrena.


"L’addestramento non finisce mai."

Hagakure, libro 1, passo 139


In psicologia applicata si usa dire che la ripetizione di un comportamento diventa abitudine dopo ventuno giorni. Ho fatto i test su me stesso:  ne ho bisogno ventotto. Se un obiettivo rimane nella mia mente più di trenta, senza diventare abitudine, routine, azione svolta senza pensiero, l’obiettivo stesso mi avvelenerà, diverrà ossessione. L’azione, che genera l’obiettivo, dovrà entrare stabilmente nella mia vita, oppure dovrà uscirne. Altrimenti io rimarrò scisso tra la mia situazione e la mia aspirazione. E in quella situazione è impossibile essere felici.


Chi ha molti obiettivi non è più felice di chi non ne ha.


Chi con semplicità compie l’azione che genera l’obiettivo, è in pace. Ma rimane in pace sia che raggiunga l’obiettivo sia che non lo raggiunga. Perché in quello stato, non è più importante il futuro, il raggiungimento, la vetta. Ciò che conta, in quello stato di pieno assorbimento in ciò che si fa è l’azione stessa del fare.

Realizzi non perché hai un obiettivo, ma per l’amore che hai per quel gesto, azione, è la tua danza con la vitaRaggiungi il successo non perché hai fissato l’obiettivo, ma perché hai compiuto l’azione necessaria, perché hai danzatoNon si può compiere l’azione senza conseguire l’obiettivo. E’ facile invece programmare obiettivi senza mai compiere alcuna valida azione. E vivere di speranze deluse, sogni, illusioni.


Se ami l’obiettivo e non ami l’azione necessaria hai già perso.

Se ami l’azione, puoi fare a meno dell’obiettivo. Se svolta con intelligenza, l’azione darà frutto.


Inserisco adesso il mio secondo non-obiettivo (nel senso del post). Il precedente verteva sul lavoro. Questo sulla salute e sul benessere. Ho riunito tre azioni, da completare in un mese: esercizio fisico, niente nuovi dolci, Ubuntu.

Ubuntu è il sistema operativo che voglio installare alternativo a windows che mi sta logorando i nervi per quanto è lento sul mio vecchio portatile. Potrei cambiare macchina, ma è ancora un buon sistema, e non voglio. In un mese voglio installarlo e impararne le basi, usarlo in alternativa a windows, dovrebbe semplificare molto il lavoro e i tempi di permanenza davanti a quella maledetta clessidra che gira!

Nessun acquisto di dolci fino a tutto giugno 2011: consumo lentamente quelli che ho già, molto lentamente! Sono convinto che lo zucchero raffinato sia un veleno e me ne hanno regalato quintali tra biscotti, cioccolati, colombe, a cui non ho saputo dire di no. Ma non è una buona cosa, mi fanno invecchiare tutti gli organi e venire il mal di testa. Inizio con il limitarne l’acquisto.

Sarò costretto a riprendere la mia abitudine di cucinarmi da solo le torte in casa con la macchina del pane, abitudine che ho tralasciato nella fase di trasloco nella nuova casa. Va bene così. Poi quando acquisto il forno potrò sbizzarrirmi con la pasticceria con miele e altri dolcificanti naturali al posto di quella schifezza.

Esercizio fisico:  ogni settimana 45 minuti di piscina, tre sedute di stretching  da almeno 45 minuti, flessioni ogni mattina per almeno cinque mattine a settimana.

Sono cose per me semplici ma che continuo a trascurare. Chissà se l’aiuto di Patty ed Alberto possono aiutarmi? Il gioco degli obiettivi è nato per questo. Finora, spensieratamente, sono stati realizzati tutti.



“Le questioni gravi vanno trattate con leggerezza. Quelle meno gravi con serietà.”

Hagakure, libro I passo 46

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7 commenti:

  1. Dunque, devo ritrovare l'obbiettivo per cui ti sto commentando. E' molto curioso questo gioco a tre. Ammetto che è abbastanza complicato seguirvi, ma non riesco a farne a meno. Questo post è illuminante perché, nonostante ci siano deduzioni logiche, mai nessuno pensa da dove esse provengano. Intendo dire che non tutti abbiamo la consapevolezza di capire e analizzare le varie situazioni mentali per cui si agisce in un determinato modo e tu, l'hai spiegato molto bene. Sembra strano, ma io mi sono accorta di non avere obbiettivi, perlomeno non obbiettivi veri, tangibili, no, nemmeno piccoli o di poco conto, mi manca questo psicofarmaco, è grave? Vorrei darmi degli obbiettivi tipo "Nessun acquisto di dolci" fino a...ma non posso non c'è la connessione, mi manca. Buona serata

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  2. In questi giorni ho una grande problema di concentrazione.. le parole scorrono ma non riesco a metterle insieme... Volevo scrivere qualcosa di intelligente ma non ci riesco!
    Mi limito perciò a darti solo un saluto e un "a presto" quando la "connessione mentale" tornerà a funzionare!
    Perdono!

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  3. Exodus!Una volta tanto mi trovi d'accordo su praticamente tutto!Scherzi a parte, inizio a pensare che in parte stiamo dicendo tutti e tre la stessa cosa, forse, da questo giochetto dobbiamo imparare anche la difficoltà della comunicazione tra esseri umani.Quando parlo in genere, di obiettivi, progetti intendo sogni, desideri; ho passato molti, moltissimi anni a togliermi questo lusso dicendomi che non me lo potevo permettere, dovevo pensare alla sopravvivenza o poco più (no non sono la piccola fiammiferaia ma credimi se ti dico che più volte mi è mancata fisicamente la terra sotto ai piedi).Negli ultimi anni mi sono invece lasciata un po' andare e non solo ho scoperto che sognare non ammazza ma che, ma che sviluppa la parte creativa del mio cervello che era quanto mai sopita e mi dà pure stimolo e grinta per alzarmi alla mattina!E' un po' come la sensazione del giorno prima della partenza per un viaggio che non vedi l'ora di affrontare, hai l'adrenalina, ti fai i film mentali...anche quello è un gran bel modo di stare al mondo.Poi tutto il resto ci stà, in linea di massima posso essere anche d'accordo e come vedi lo ammetto (il mio post per esempio)però mi sento di dire che una cosa non esclude l'altra, che il bello dell'esistenza stà nel trovare un equilibrio tra ciò che si è e si vive ora e tra quello che ci piacerebbe provare come esperienza di vita.A me questo fa bene, forse sono banale perchè mi entusiasmo per obiettivi e non per l'insostenibile leggerezza dell'essere ma in fondo ti dico che va bene così, meglio un po' meno cosciente e un po' più felice, mi spiego?! Ah, interessanti i tuoi propositi: sono curiosa di leggerne gli sviluppi !
    @ Tiziana: grazie per l'impegno che ci metti nel seguirci, a volte mi ci perdo anche io !!!

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  4. Meno male... non sono il solo a perdermi ;-)
    Bello, mi piace un sacco questo gioco.
    Quando non si trovano le parole e abbondano i punti di domanda, di solito è un buon segno. La maggior parte dei problemi sono un costrutto della nostra mente. Semplicemente, ti fa vedere il bicchiere mezzo vuoto.
    #Exo a però, questi si che sono obiettivi seri, voglio proprio vedere l'esercizio fisico :-)
    Aspetto al varco i risultati così se funziona il mio prossimo obiettivo sarà simile!
    Live simply Alberto

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  5. Appena puoi passa da me!
    :-)

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  6. Avrei molto da scrivere sull'esempio della madre che sveglia il figlio la mattina ... specialmente QUESTA mattina ... ma mi astengo ...
    Non so perchè ma mi incuriosisce molto l'obiettivo dell'esercizio fisico ... ;)

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  7. Perdonatemi, ho da rispondere a tutti Voi, ma oggi vado molto di corsa e sono senza ADSL a casa (tenetevi lontani da Infostrada se non volete ulcere!!!!)

    Ciao!!!

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