Ci sono due modi per cambiare la nostra vita: uno è cambiare il nostro modo di vivere, la realtà che ci circonda; l'altro è intervenire su quel magico, microscopico, interruttore bioelettrico nascosto nei meandri della nostra mente, che cambia la realtà in un clic.

martedì 11 settembre 2012

DECLUTT... BERK!!!!!


Ho lasciato un commento ad un post sul tema del decluttering qui:

http://viaggioleggero.com/2012/09/11/decluttering-in-ufficio-un-infografico/#more-608

lo ripropongo, invitandovi a seguire la discussione seguita anche nel sito indicato.


"Io intaso la mia scrivania di roba assolutamente inutile e superflua perché se non lo faccio sembra che io sia leggero di carico e mi arriva altra roba. 

Sembrerebbe intelligente ripulire la scrivania, ma in un mondo competitivo come il nostro, che è anche abbastanza stupido, se vuoi scaricare il lavoro sul collega e farlo schiattare, ed evitare il contrario, carica la scrivania di roba. E' una mossa strategica di successo, chi sembra indaffarato viene visto bene, chi sembra troppo rilassato viene additato come poltrone. Carica la scrivania di roba inutile e poi riditela sotto i baffi. In alternativa svuota la scrivania e aspettati di fare la fine del mulo. 


Come dice sempre mio padre: 

"L'asino che lavora è sempre carico".


Un manager non carica la schiena di uno che soccomberà sotto il peso trascinando giù il suo bagaglio e la sua carriera, caricherà la schiena dell'asino che ce la fa. Meglio non dare l'impressione di farcela. 

Questo in un ambiente medio e normale, quale credo sia il mio. Se hai la fortuna di vivere in un ambiente davvero meritocratico, deburocratizzato, con capi intelligenti ed intuitivi e niente nepotismo né simpatie particolari, allora porta pure il declutering e il rilassamento al massimo anche mentre lavori. 

Solo un'aggiunta: mi spiace davvero che venga data tanta importanza al decluttering materiale, prima il decluttering dovrebbe riguardare i pensieri, le idee, le opinioni, il cervello insomma. Un cervello pulito ed efficiente gestisce milioni di oggetti tutti insieme. Un cervello stanco non riesce neppure a darsi la forza di lavare la tazzina del caffé al mattino. 

Occorre puntare su sé stessi, non sull'ambiente. Su sé stessi in forma prima che sull'ambiente ordinato. Sù sé stessi concentrati, prima che sulla casa pulita. E se qualcuno pensa che per avere una mente pulita ed efficiente occorra prima ripulirsi intorno credo stia sbagliando, occorre prima rilassare la mente, solo dopo la pulizia, l'ordine, il meno, saranno un riflesso di ciò che si ha dentro. 

O almeno, per me, funziona così. Se hai la mente pulita un po' di disordine non è niente. Se non ce l'hai lo sforzo di ordinare prosciuga tutte le tue energie e la vita rimane vuota."

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7 commenti:

  1. Condivisibile. Solo che rilassare la mente ed essere concentrati, puntare su di sé prima che sull'ambiante che ci circonda quando sei in un contesto dove diversa gente ragiona: "morte tua vita mia", "questo non è di mia competenza", "io non sono pagato per trovare le soluzioni", "la vita privata è più importante del lavoro" (è vero ma perchè mi devo sorbire le tue 20 telefonate al giorno con quell'insicuro di tuo marito)........, è molto difficile. La lotta che un tempo si svolgeva nelle savane, fra clan contrapposti di uomini preistorici, oggi si svolge negli uffici e nelle fabbriche. Ovunque senti persone che parlano di problemi sul lavoro, sia con i superiori che con i colleghi. Ribadisco, NON siamo assolutamente la specie più evoltua del pianeta. Siamo rimasti alla difesa e/o alla conquista del territorio.
    Ciao, Renato

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  2. Se pensi che non sia possibile non lo sarà sicuramente. In realtà non è difficile ripulirsi, ma è costoso. E' solo per chi è disposto a pagare un prezzo, a volte in realtà modesto, ma è o sembrerà comunque enorme. Prima di iniziare un'opera occore chiedersi quale prezzo si è disposti a pagare, se lo si reputa troppo elevato non ha senso andare avanti, quell'opera non riuscirà. Ma molti vanno avanti disposti a pagare qualunque prezzo.

    Se noi non siamo evoluti quale specie lo è? Forse nessuna. Forse, semplicemente, la cosidetta "evoluzione" è solo una pretesa dell'uomo. Io per esempio non ho mai creduto di derivare da una scimmia, né di essere più intelligente dei miei antenati, ho anche scritto un post sul tema.

    http://exodusclic.blogspot.it/2012/02/evoluzione.html

    E che la lotta non finirà mai finché si è in vita è uno dei fondamenti delle più importanti religioni, una sapienza universale contrapposto alla pretesa dell'uomo di creare da sé il proprio paradiso, il proprio luogo di pace. La pace è dentro.

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  3. Quando hai tempo e voglia fai un esempio calato nella realtà di oggi di "ripulirsi" e "pulizia" e del loro costo.
    Sai che il post suggerito sulla "evoluzione" è uno dei tuoi più corposi....lo leggerò meglio con calma, ho comunque afferrato il senso e direi che concordo. Infatti non abbiamo ancora copiato la convivenza collaborativa e pacifica (eppure qualche esempio significativo da copiare esiste!) ed altre cose importanti che non voglio elencare per non essere ripetitivo...
    Grazie, alla prossima, Renato

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    1. Oggi ho passato venti, forse trenta minuti ad accarezzare la mia gattina, stando fermo. Ho avuto l'accortezza di mettermi in posizione zazen (schiena diritta e respiro consapevole) ma questo è un dettaglio. Venti minuti sottratti al flusso del tempo, delle cose da fare, degli impegni, delle cose utili, produttive, impellenti, necessarie. Venti minuti in cui, a parte le carezze alla piccola ho visto, sentito, il tempo trascorrere. Naturalmente, questo tempo sottratto alla corsa delle cose, senza stimoli uditivi, visivi, etc... o ti stressa di brutto se non ci sei abituato, oppure ti rende energie per il proseguo.

      E' un esempio, la prima cosa che mi viene in mente, sono anche stato a leggere ascoltando Vivaldi, anche quella è una cosa che ripulisce il cervello, musica classica e lettura piacevole combinata intendo.

      Questo per me è "ripulirmi". Magari per altri non lo è, ma è importante che ognuno scopra come "ripulirsi" e lo metta in opera.

      So che se devo compiere, ad esempio, due operazioni di cui ho necessità on-line, io mi stresso. Forse perché ho un portatile di nove anni, che funziona grazie a Linux ed è un miracolo, perché la rete è lenta, perché, perché... So che se ne faccio due alla fine sono stressato. Ne compio solo una. Ho tutto il tempo del mondo, ma la seconda la faccio domani. Posso farla adesso, ho tempo in abbondanza, ma la faccio domani. Una al giorno, non di più.

      E così per molte cose, una al giorno e non di più. Anche se ho tempo, anche se "potrei", so che certe cose mi stancano, non me ne accorgo subito ma mi stancano. E poi mi manca il tempo per altro. Questi sono alcuni dei modi che uso per "non gravarmi" e "ripulirmi". Ognuno ha i suoi, non ha importanza quali siano ma: devono funzionare e devono essere posti in opera. Se uno non li realizza, o se agendo non ha risultati, allora non va bene.

      I costi: beh, per prima cosa la disapprovazione sociale quando tu "potresti" e non stai facendo. Quello è un macigno terribile e ci vuole una forza di carattere immensa per non farsi condizionare, per non cedere al ritmo di altri. E se non sei "pulito dentro", calmo, non riesci a reggere, finisci per l'accontentare che ti sta' accanto pur di non affrontare uno stress ulteriore. Oppure, peggio, finisci con litigare con chi mette pressione, e in quel caso hai già perso, hai dimostrato nervi deboli. E' solo un esempio. Ma il costo sociale c'è.

      ALtro costo: in quel tempo, io potrei davvero fare di più, ottenere di più, produrre di più, raggiungere più obiettivi. Anche solo ripulire casa più in fretta invece di stare lì a carezzare la gattina. Qualcosa la sacrifico, fosse solo un sogno.

      E se sto con la piccola non posso stare con amici che sono andati in un agriturimo, perché stare con loro mi annoia. Non gli amici, ma andare all'agriturismo. E, anche in quel caso, pago sacrificando un po' di socialità, e magari la prossima volta non mi chiamano più. E accetto un po' di solitudine pur di poter fare ciò che sento più consono per me.

      E a tante cose non accedo, perché farlo significa alla lunga logorarsi, ma alla gente non interessa logorarsi nel tempo pur di avere risultati immediati. Finiranno ammalati, ne vedo un sacco a distanza di anni con le arterie scoppiate, ma per adesso ciò non si vede, ciò che si vede è loro che corrono sparati come razzi ed io che trotterello alla velocità della tartaruga. E mi si riconosce come più lento, meno pronto, meno capace, meno dotato, etc... Questo perché la prontezza è vista come un pregio, indipendentemente dalla qualità dell'azione. E pago questi prezzi. Con piacere. Perchè sono troppo felice di essere me stesso.

      Sono esempi, ma credo non ci sia molto di più di questo, nella vita esperita comunemente, ogni giorno, ogni giorno in cui "non c'è niente di speciale".

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    2. Senti questo detto, che mi ha sempre ispirato: "Se non puoi farcela da solo, vuol dire che non puoi farcela". Ha una ricchezza dentro una profondità che si potrebbe esplorare ogni giorno per anni senza arrivare mai alla fine.

      Ciao.

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  4. Ok grazie, allora avevo capito. Devo smussare un aspetto, anzi modificare un aspetto fondamentale. A volte anche io faccio quello che fai tu solo che poi mi sento in colpa, ho perso tempo, potevo fare qualcosa di utile mi dico...potevo chiamare questo o quello, chi sa come sta, poi mi dice che non lo chiamo mai!
    E' vero si perdono cosidette amicizie, ma mi sono sempre detto che se si allontanano non sono veri amici, non mi capivano. E qui si aprirebbe un mondo da esplorare e analizzare...
    A volte disegno, mi piace molto il disegno tecnico, mi rilassa e mi porta in un dimensione altra.
    a presto, Renato.

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    1. Beh da un lato ti di ragione quando dici che l'amicizia è un mondo da esplorare, analizzare.

      Dall'altro sono sicuro che questo modo di pensare è un disastro, è lunga da spiegare ma appena scendi nell'analisi hai creato un mondo "dualistico" in cui c'è pro e contro, c'è questo e quello, c'è... c'è sempre qualcosa di contrapposto o meglio una "partizione" della realtà, e quello è un veleno. Va bene nel lavoro, nel trovare la soluzione ad un problema tecnico, finanziario, ma so per certo che l'istinto porta all'analisi ma l'analisi è una catastrofe continua per il cervello, lo spirito. Mi fermo qui, ciò che dico cmq può essere esperito in dieci minuti seguendo qualsiasi corso zen, ma soprattutto aprendosi allo zen, che poi è aprirsi alla verità della vita, accettarla in toto senza cercare di farla a fettine per sezionarla meglio.

      Proprio venerdì mi è successa una cosa con una ragazza cui voglio bene, per un attimo mi sono chiesto, dato che ci salutava per motivi di lavoro, se avrei dovuto essere più presente, caloroso, se potevo esprimere meglio tutto l'affetto che sentivo nei suoi confronti. Subito mi sono accorto di questa "partizione" della realtà che stava effettuando la mia mente in un lampo, separando ciò che ho fatto da ciò che potevo fare meglio, e mi sono fermato, sono tornato al gradino "su" del pensiero ovvero un attimo "prima" di procedere nell'analisi. Fatta fuori l'analisi del mio comportamento, rifiutando quella stupida analisi del mio vissuto di qualche minuto prima, non sono entrato in quel soliloquio assurdo in cui uno si pone problemi che per l'altra persona neppure esistono. Infatti oggi ci siamo sentiti ed è come dicevo, il problema esisteva solo nella mia mente se decidevo che ci fosse.

      PEr le amicizie e gli affetti ho le mie idee, diciamo che non le ritengo una conquista ma un dono. Più ti affanni a coltivarle, più ti sfuggono oppure si rivelano di cartapesta. Più lasci scorrere, seguendo la realtà, la volontà di dio, le circostanze, definiscile come vuoi e più ne trai giovamento. E più sono vere.

      Cmq il centro del mio discorso non voleva essere l'amicizia o i rapporti umani, quanto piuttosto il rapporto con sé stessi, se è sereno quello si può costruire su qualcosa di forse apparentemente limitato, ma in realtà molto autentico, e se è autentico ti basta e avanza, anzi non sai più dove mettere il piacere e le energie che ti dona. Ma prima la persona deve essere sana dentro, altrimenti niente basta mai, soprattutto le amicizie.

      Ciao.

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