Ci sono due modi per cambiare la nostra vita: uno è cambiare il nostro modo di vivere, la realtà che ci circonda; l'altro è intervenire su quel magico, microscopico, interruttore bioelettrico nascosto nei meandri della nostra mente, che cambia la realtà in un clic.

venerdì 24 agosto 2012

ANDARE A LEGNA



Seguito all'articolo su “VIAGGIOLEGGERO” che Vi invito a visionare prima di proseguire,



http://viaggioleggero.com/2012/08/23/becoming-minimalist-newsletter-nr-3/



Ho inviato questo commento, lo ripropongo qui:




Ciao,

ti parlo un attimo del riscaldamento a legna:

Mio padre e mio zio in Sicilia avevano la stufa a legno, mio padre ha dovuto toglierla per il disagio dei fumi di scarico, mio zio vive sul mare e ha potuto tenerla. Legna a costo zero laggiù, mio zio ricicla il materiale dei casotti abbandonati.

In Sicilia il risparmio dell’avere una stufa a legno sarà di circa 300 € l’anno rispetto ad un riscaldamento con le bombole di gas. Naturalmente la stufa a legno richiede manutenzione e offre meno flessibilità di un impianto a gas di città. E di notte servono le coperte.

Una stufa a legna o pellet che riscaldi una casa al nord Italia può tranquillamente garantire un risparmio di un migliaio di euro l’anno, che non è poco, anzi. Certo, non è che arrivi a casa e la trovi calda, arrivi e la trovi fredda, ci vuole circa mezz’ora per raggiungere una temperatura confortevole. Se hai figli piccoli rischi di portarli spessissimo dal medico se vanno in giro scoperti.

Questo per dire che, nella mia esperienza, la stufa a legna, con cui sono cresciuto, è una notevole fonte di risparmio, nonché un approccio educativo valido, ma è davvero difficile inserirla in un contesto “minimalista” in cui si voglia una vita più semplice, per vari motivi:

- Perché ti sottrae del tempo, occorre procurarsi il legno, svuotare la cenere, pulire la cenere, costruire la canna fumaria, garantire la manutenzione della canna fumaria; se lo fai da solo impieghi del tempo, se non lo fai da solo sono costi;

- Perché comunque è un costo: o riesci a procurarti la legna gratis, oppure devi contabilizzare la spesa e sottrarla a quanto risparmieresti rispetto ad un sistema tradizionale;

- Perché se ami una casa sempre pulita forse non è la soluzione migliore. Forse è meglio una stufa a pellet, ma il pellet non è gratis e il costo iniziale della stufa potrebbe essere elevato. Però offre molti vantaggi in termini di comodità. Lo svantaggio è che se il pellet si diffonde, per la legge della domanda e dell’offerta (come è avvenuto in passato per il GPL e il metano) sorgeranno una serie di balzelli che decurtano il risparmio;

- Considerare inoltre che se hai bambini o animali in casa la stufa a legna è pericolosa, non ci vuole niente a posare una manina o una zampetta sulla piastra o sul vetro rovente, ustionandosi. I miei genitori stavano continuamente attenti, non credo che ciò abbia giovato al loro vivere rilassato. E se di notte il bimbo o l’animale domestico si fossero alzati per andare a vedere "cosa bolle in pentola?”

- Ricordo di aver buttato un bel po’ di cose nel fuoco, per gioco, magari c’era anche qualcosa di importante, ma ero bambino, anche questo è un rischio da tenere in considerazione. Come il bracciale o l’orologio che scivolano verso il fuoco mentre aggiungi un tronco, puoi dirgli addio;

- Da considerare che se hai una canna fumaria interna, dopo un po’ di anni per la manutenzione straordinaria devi chiamare i muratori e non lo spazzacamini.


Ecco, solo per dire che la stufa a gas è un risparmio, ma non semplifica la vita. 

La semplifica invece arrivare a casa e far andare una caldaia autonoma quando vuoi, magari al minimo, anche di notte. Alzarsi al freddo con la vescica gonfia per aggiungere un tronco è una delle seccature a cui ci si abitua, ma ad una certa età, e mio padre l’ha raggiunta, diventa pesante.

Ciao!!!”


Aggiungo questo che avevo dimenticato:

Occorre dello spazio per lo stoccaggio della legna. Spazio “sporco” perché la legna è sporca e sporca. E occorre una buona sega, o un'ascia, e buone mani. Mio padre si tagliava. E occorre tempo. E ti deve piacere. A me non piaceva molto, io volevo leggere. Invece mio padre mi portava con sé, e io mi portavo i fumetti appresso. 

Il tempo è limitato, non si può fare tutto, ancora oggi io preferisco fermarmi a leggere o a meditare piuttosto che fare molte altre cose. La tecnologia è costosa, invadente e ossessiva, ma semplifica la vita. Schiacci un tasto e non devi fare altro. Se i mezzi finanziari non mancano, forse è meglio pigiare il tasto e fare ciò che ami. Se mancano, meglio i rimedi tradizionali, ma il tempo per leggere i fumetti svanirà.

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