Queste riflessioni nascono dal divertente post di Sesto Rasi, che Vi invito a leggere prima di continuare, altrimenti non si comprende il resto. L’articolo nasce come commento che volevo lasciare, però mi sono accorto che era troppo lungo e nella pagina non sarebbe entrato, ho la mano veloce :-).
Ecco l’originario commento:
“Io mi sono affaticato solo a leggere la tua quantità di attività. E ho bisogno di più di nove ore di sonno al giorno. Spesso mi concedo sieste tardo-pomeridiane di più di un'ora. Sarà che ho raggiunto i 41, ma non è che a trenta spaccassi il mondo.
La teoria dello squilibrio prevedibile, più tardi definita come sistema 80/20 di Pareto però è la rappresentazione di un fenomeno presente in natura, non di uno sforzo consapevole. Infatti l’autore studiò la distribuzione dei redditi in diverse epoche e ricavò che, in qualunque epoca studiata, la stragrande maggioranza delle risorse era detenuta da pochi gruppi di persone. Poi andò nel suo giardino e si accorse che pochi alberi fornivano la stragrande maggioranza dei frutti. Ecco il sistema definito poi 80/20.
Si accorse che in natura le distribuzioni non sono omogenee ma irregolari. E che tale irregolarità è prevedibile. Quindi, prima ancora che "un mezzo per raggiungere", lo studio di Pareto può essere utilizzato come una "profezia con basi scientifiche". Non è chiaro del perché in natura vi sia questo tipo di allocazione squilibrata.
Sul versante economico, ad esempio, è risaputo che l'Italia ha quattro-cinque regioni che producono PIL e tutte le altre che lo divorano. All'interno di tali regioni solo alcune aree sono altamente produttive. E che in queste regioni produttive lo squilibrio dei redditi è altissimo. La popolazione è concentrata in alcune zone con picchi spaventosi. La produzione agricola idem. E così via...
Nel tuo caso, data la giornata che descrivi, è interessante notare, sempre per il teorema letto in senso inverso in quanto è di una flessibilità sconcertante, che se tu riducessi (se ne avessi voglia) dell'80% il tuo volume di attività, perderesti al massimo il 20% del tuo piacere di vivere. Probabilmente molto meno. Sono numeri enormi ma è facile notare che da soli mangiare, dormire, muoversi in libertà, essere sani, avere rapporti affettivi gratificanti, pensare liberamente, rendono già più dell'80% del piacere di vivere, il restante per quanto possa sembrare importante copre a malapena il 20 residuo. Molto meno credo. Ci arrabattiamo per una briciola del totale di soddisfazione vitale considerandolo il centro del nostro mondo. Dovremmo invece puntare sull'80% per massimizzare il nostro risultato in termini di piacere di vivere. Così, una maggiore attenzione a:
Mangiare, dormire, muoversi in libertà, essere sani e avere rapporti affettivi gratificanti, pensare in libertà...
è l'investimento tecnicamente più produttivo in termini di felicità vitale.
L'attenzione a queste attività dovrebbe essere al centro di tutto perché... per quanto possiamo dedicarci ad altre attività, coltivare altri sogni, la "resa" sarà sempre inferiore al raccolto che otteniamo da queste semplici azioni principali.
Qualunque cosa facciamo, comunque lo facciamo, per quanto ci sforziamo, otterremo ben poco rispetto a ciò che può essere ottenuto da queste attività centrali.
Davvero interessante è che queste attività, per essere portate ad un livello più alto di resa vitale, non richiedono grossi investimenti. Mangiare meglio, dormire di più, muoversi, curarsi, intrattenere rapporti, anche con un animale domestico di cui prendersi cura, fermarsi a pensare, a pregare, non richiedono spropositi di tempo ma la consapevolezza di essere cose veramente importanti. Che è lì il centro, il focus. Che fuori da ciò, vi sono solo le briciole. Già il solo tempo trascorso per svago davanti ad internet, che non so quanto soddisfazione vitale possa dare ma di certo meno delle attività che ho citato prima, basterebbe a massimizzare la soddisfazione vitale negli altri campi."
Ringrazio Sesto Rasi per il post da cui ho tratto spunto (anche se non ho mai capito che 'azz di pseudonimo sia il suo!) aggiungo che il teorema di Pareto è molto più di questo, può rivelare delle realtà davvero incredibili, la più divertente delle quali, per me, in questo momento, è la semplice constatazione che essendo il piacere di coppia per l'80% concentrato nel 20% del tempo, alcune coppie storiche decidono di convivere solo nel week end. Da quel 20% di stare insieme ricavano l'80% delle soddisfazioni e poche rogne. Ma c'è molto altro (oh se c'è!) e posso invitarvi ad uno studio, o se vi va potremmo riparlarne.
Buona serata a tutti.
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